News

In risposta al vostro comunicato stampa del 28 marzo, mi permetto di presentare alcune considerazioni visto che, assieme al collega Fonio, sono artefice di una proposta di modifica alla legge sugli appalti pubblici affinché chi ottiene un appalto si rivolga agli Uffici regionali di collocamento (URC) per sapere se ci sono disoccupati disponibili prima di eventualmente fare capo alle agenzie interinali.

Nella sua seduta di ieri, 28 marzo, il Comitato direttivo dell’OCST ha discusso della riforma Previdenza vecchiaia 2020, recentemente approvata dal Parlamento.

Pur evidenziando alcuni punti critici e alcune debolezze, il Comitato direttivo ha deciso di dare il proprio sostegno alla riforma definendola un “compromesso necessario” che ha permesso di evitare meccanismi distruttivi di aumento automatico dell’età di pensionamento in caso di sottofinanziamento dell’AVS e di compensare la riduzione delle rendite dovuta al nuovo tasso di conversione LPP.

Flessibilità a senso unico e precarietà

Conferenza Stampa

La precarietà del lavoro ha assunto, in tutte le sue forme, dimensioni notevoli e per molti aspetti preoccupanti anche in Ticino.

I dati parlano di un aumento del lavoro interinale, a ore e su chiamata, a tempo parziale frammentato e dei contratti a termine.

L’economia ha indicato negli ultimi decenni questa come la via della crescita e dello sviluppo: “senza flessibilità non c’è futuro” è lo slogan ricorrente.

Eppure l’andamento attuale dell’economia, che non sembra riuscire a riprendere un passo sostenuto, pare piuttosto dare ragione a quella corrente di economisti che sostiene che senza tutele per le lavoratrici e i lavoratori, che sono anche la fetta più consistente di consumatori, l’economia si spegne.

L’OCST critica la visione che predica la flessibilità come rimedio universale buono per tutti i mali. In realtà questo uso della flessibilità rende partecipi i lavoratori dei rischi aziendali.

La flessibilità richiesta ai lavoratori deve avere una contropartita e deve essere misurata allo stretto indispensabile proprio per evitare che il rischio di impresa finisca per essere caricato sulle loro spalle.

Nell’ambito del dialogo con le parti sociali, bisogna puntare a una regolamentazione più capillare della flessibilità per garantire ai lavoratori la giusta protezione, arginare, anche a garanzia di una concorrenza leale fra le imprese, l’uso improprio di certi strumenti e abolire le pratiche contrarie alla dignità di chi lavora e ad un sano sviluppo della società.

Leggi tutto>>

 

Il futuro della libera circolazione delle persone dipenderà da una protezione efficace delle condizioni salariali e lavorative, e da un accesso sicuro al mercato del lavoro.
Il Comitato direttivo dell’OCST nella sua seduta del 31 gennaio 2017 ha preso posizione su alcuni dei temi in votazione il prossimo 12 febbraio.