Nel 2015, circa quattro madri su cinque erano professionalmente attive in Svizzera. Questi i dati emersi dalla pubblicazione dello scorso anno dell’Ufficio federale di statistica intitolata «Les mères sur le marché du travail».
La maternità conduce a dei cambiamenti professionali importanti, anche se solamente circa una madre su sette abbandona il mercato del lavoro dopo la maternità. La nascita del primo figlio è sovente accompagnata da una forte riduzione del tempo di lavoro (circa un giorno a settimana in meno). Man mano che il figlio cresce, le madri cercano di rientrarci progressivamente. Indipendentemente dall’età, la partecipazione delle madri resta tuttavia inferiore a quella delle donne senza figli.
Il tasso di attività delle madri è progredito del 20% in 25 anni. Questa progressione è però accompagnata da una lieve diminuzione del numero di figli per famiglia. Nella progressione delle madri, si nota una progressione soprattutto per quanto concerne quelle di nazionalità svizzera che è del 15% superiore a quella delle straniere. Guardando le regioni le madri romande sono quelle più attive (79,8%). Le svizzero tedesche seguono con un 78,8%. In Ticino la percentuale si abbassa nettamente arrivando al 70,7% di madri che partecipano al mercato del lavoro.
Come anticipato, la presenza delle madri sul mercato del lavoro è dominata dal lavoro a tempo parziale. Nel 2015, l’80,6% delle madri era impiegata a tempo parziale. Anche in questo caso, è più diffuso tra le madri svizzere rispetto a quelle straniere.
 
Sottoimpiego e disoccupazione
Circa una madre su cinque è da considerarsi sotto occupata (disponibilità e/o desiderio a lavorare a una percentuale maggiore in un breve tempo). Con un tasso di disoccupazione ILO del 5% (2015), le madri sono leggermente più toccate che le donne della stessa età senza figli (4,4%). Questa differenza aumenta ancora una volta nelle straniere.
 
Conseguenze della maternità sulla professione
Circa una donna attiva su sette lascia il lavoro dopo una maternità. Il 75,7% delle donne che ha avuto il primo figlio è attiva una volta terminato il congedo maternità. Ciò significa il 12% in meno rispetto alla percentuale di donne attive (88,6%). La partecipazione delle donne al mercato del lavoro dopo una seconda nascita diminuisce ulteriormente (61,4%).
Per quanto concerne la nazionalità, anche in questo caso le svizzere sono maggiormente attive rispetto alle straniere (sia pre che post gravidanza). Guardando invece le regioni linguistiche, le romande mantengono maggiormente il proprio impiego rispetto alle svizzero tedesche, sia in caso di primo figlio che dopo il secondo.
 
La diffusione del tempo parziale
Prima del primo figlio il 46,1% delle donne lavora a tempo parziale. Questa percentuale aumenta del 34,5% dopo la gravidanza quando rientrano al lavoro. Esse rinunciano in media a un giorno di lavoro a settimana. Prima della seconda gravidanza, l’86,1% delle donne lavora già a tempo parziale. La percentuale sale ulteriormente (88,8%) al loro rientro nel mondo del lavoro. Questa diminuzione non concerne che molto lievemente i padri. Inoltre, il sottoimpiego non cresce nonostante la diffusione del tempo parziale. Solo il 9,7% delle madri che lavora a tempo parziale dopo la prima nascita è da considerarsi sottoimpiegata.
Pausa e reintegrazione
In generale, una madre su cinque non esercita alcuna attività professionale (152’000 nel 2015). Questa situazione sembra volontaria in quanto non cercano attivamente un lavoro. Ciononostante la metà di loro (54,8%) si dichiara disponibile a lavorare in caso di un’offerta interessante, una su sei sarebbe addirittura disponibile a tornare al lavoro in un termine breve.
 
Comparazione internazionale
Il tasso di donne attive in Svizzera è il secondo più alto a livello europeo. Soltanto la Svezia (83,3%) ha un tasso superiore alla Svizzera (82,2%).
Per quanto riguarda invece il tasso di madri occupate, la percentuale è più vicina alla media europea (63,4%). Nel 2015 il tasso di madri attive con un figlio di meno di 6 anni si situava in 11esima posizione (70,2%), il 10% in meno circa del tasso più alto (Svezia). Per le madri con un figlio tra i 6 e gli 11 anni scende in 13esima posizione (77,5%), ossia 12% in meno rispetto al tasso più elevato (Svezia) ma più alto delle media UE28 (72,5%).
Osservando le percentuali dei «tempi parziali» si può notare che la Svizzera è il paese, dietro ai Paesi Bassi, in cui la parte di donne attive a tempo parziale è la più elevata, e questo indipendentemente dalla presenza di figli oppure no. Il 41,9% delle donne senza figli lavora a tempo parziale (58,1% Paesi Bassi), nell’Unione Europea la percentuale è del 22,4%. La quota dei tempi parziali cresce ulteriormente con l’arrivo dei figli. In Svizzera, la parte dei tempi parziali tra le madri attive occupate con un bambino di meno di 6 anni è dell’82,7%.
 
adattamento G. Donini