Travail.Suisse, l’organizzazione indipendente dei lavoratori, approva il principio che impone al datore di lavoro il pagamento delle pause per l’allattamento durante il tempo di lavoro, una lacuna del diritto denunciata da anni.

Ma la modifica dell’articolo 60 dell’Ordinanza 1 della Legge sul lavoro (OLL 1) proposta dalla Segreteria di stato dell’economia (Seco) è troppo restrittiva e può nuovamente portare a un’interpretazione abusiva delle disposizioni preposte a proteggere la maternità. Consultato, Travail.Suisse ha trasmesso le sue proposte.
Dopo che il Parlamento ha accettato l’iniziativa parlamentare della Consigliera agli Stati Liliane Maury Pasquier che chiedeva la ratifica della Convenzione numero 183 dell’ILO (Organizzazione internazionale del lavoro) sulla protezione della maternità, la Seco ha elaborato una proposta e organizzato delle audizioni con i partner sociali. Travail.Suisse, logicamente, ha partecipato: approviamo senza riserve il principio di remunerare le pause per l’allattamento (dentro o fuori l’azienda). Diciamo pure sì al principio di gradazione del diritto al tempo di allattamento pagato in funzione del tempo quotidiano di lavoro. Tuttavia, Travail.Suisse è dell’avviso che la proposta non è abbastanza generosa e comporta delle lacune.
Secondo Travail.Suisse, il datore di lavoro deve concedere tutto il tempo necessario all’allattamento quando questo avviene durante l’orario di lavoro. Questo per evitare che la durata del tempo di allattamento remunerato non sia interpretata abusivamente come una durata massima di tempo per l’allattamento  autorizzata.
Inoltre, i datori di lavoro insensibili sarebbero tentati di «far pagare» alle impiegate il tempo perso per l’allattamento, in particolar modo tramite una riduzione del diritto alle vacanze. Questa possibilità deve essere assolutamente vietata riprendendo la formulazione del diritto attuale che precisa che il tempo d’allattamento non può essere imputato e calcolato come tempo di riposo.
Infine, la durata delle pause per l’allattamento pagate proposte dalla Seco è insufficiente. Travail.Suisse propone il pagamento di 60, 90 e 120 minuti a seconda della durata della giornata lavorativa (meno di 4 ore, più di 4 ore e 7 ore o più di lavoro quotidiano), ossia mezzora in più di quello che propone la Seco per ogni caso. Per far si che l’allattamento continui oltre qualche settimana –fino a 6 mesi secondo le raccomandazioni mediche- l’allattamento deve avvenire regolarmente tramite una stimolazione continua intercalata da più pause, che le donne devono essere libere di organizzarsi.