OCST Donna-lavoro

OCST donna-lavoro è il gruppo nel sindacato che si fa portavoce dei problemi specificamente femminili in ambito lavorativo. La conciliazione fra la vita familiare e quella lavorativa, la disparità salariale, la gestione del tempo parziale e la previdenza professionale sono solo alcune delle questioni che impongono, giorno per giorno, un intervento.
Donne e uomini sono uguali quanto a preparazione, produttività, rendimento. È quindi inconcepibile accettare ancora disparità salariali, sociali e gli intralci agli avanzamenti di carriera.
Troppo spesso ancora la maternità viene interpretata come un ostacolo alla vita lavorativa, più che un contributo al futuro e al benessere della società, e percepita da molte donne come un lusso che non si possono permettere.
Questi problemi, che sono tanto più gravi per le donne che hanno un reddito medio-basso e le famiglie monoparentali, devono essere portati alla luce e affrontati attraverso la contrattazione tra sindacato e datore di lavoro.

Le donne lavoratrici devono prendere coscienza delle loro potenzialità, dei loro diritti, della loro forza sindacale e politica e lottare per un nuovo modo di percepire e di interpretare l’economia e il mondo del lavoro.

Che cos’è il part-time e che vantaggi porta?
Il lavoro a tempo parziale (part-time) è un tipo di contratto di lavoro individuale con il quale un lavoratore si obbliga a lavorare regolarmente per ore, mezze giornate o giornate, ma non a tempo pieno.

Una lavoratrice, associata al sindacato OCST, nel marzo del 2011 ha dato alla luce il suo primo figlio. Si è trattato di un parto prematuro e si è resa necessaria l’ospedalizzazione del neonato per circa 6 settimane,

Il prossimo 3 marzo si voterà il decreto federale sulla politica familiare che propone un nuovo articolo costituzionale nel quale si incaricano Confederazione e Cantoni di promuovere la conciliabilità tra vita familiare e lavoro (o studio). Il consenso su questo tema è piuttosto diffuso, anche se sono emerse alcune obiezioni.

 Il Consiglio federale ha deciso di proporre la ratifica della Convenzione n. 183 sulla tutela della maternità dell’Organizzazione internazionale del lavoro. In tal modo anche il nostro Paese si impegna ad adeguarsi a tutte le disposizioni della convenzione e in particolare al diritto alla retribuzione delle pause per le lavoratrici che allattano. In questa direzione si era espressa con un’iniziativa parlamentare nel maggio dello scorso anno la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale.

Il Governo nel suo comunicato dello scorso 22 febbraio osserva che «la questione non è disciplinata in modo approfondito né nel diritto del lavoro pubblico né in quello privato e non esiste nemmeno una giurisprudenza del Tribunale federale a questo proposito».

Donna Lavoro - 1° maggio 2011«La disparità di trattamento priva le imprese di una parte del patrimonio di capacità e competenze che le donne possono fornire alla prosperità delle imprese».

OCST, Programma d’azione 2010-2014

1° maggio 2011 ore 9.30

Incontro presso la sala polivalente del Centro Ricreativo Sportivo di Cadempino