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Imposte lla fonte

“Il lavoratore frontaliere con permesso G, così come il cittadino straniero residente in Svizzera con permesso B o L, è tenuto a pagare un’imposta fiscale al Canton Ticino denominata “imposta alla fonte”.

 

 

 

L’imposta alla fonte viene decurtata ogni mese dal salario del lavoratore. Per comprendere quale aliquota verrà applicata sul proprio salario, è necessario individuare in quale tabella fiscale si rientra.

Ogni lavoratore assoggettato all’imposta alla fonte viene infatti inserito in una tabella specifica (A, B, C, D, F, H, R, S, T, U).

Ecco come determinare la tabella corretta e la relativa aliquota:

1) I lavoratori vengono anzitutto distinti tra “frontalieri con rientro giornaliero” e “frontalieri con rientro settimanale o residenti” (fa stato quanto dichiarato nel “formulario per i dipendenti assoggettati all’imposta alla fonte”). In base a questa prima distinzione, si identifica un gruppo di tabelle (le tabelle dalla A alla H sono per i frontalieri con rientro giornaliero; le altre per i frontalieri con rientro settimanale e per i residenti).

Cliccando sul link “Quale aliquota devo applicare?” compariranno due agili schemi messi a punto dall’Ufficio delle imposte alla fonte, che riassumono le tabelle presenti nelle due categorie.

2) All’interno del singolo schema, per stabilire ora la tabella corretta il lavoratore dovrà guardare al proprio stato di famiglia. Si potranno ritrovare le varie tabelle presso il link sopracitato.

N.B. I lavoratori/le lavoratrici conviventi vengono considerati/e celibi/nubili a tutti gli effetti e di norma non potranno porsi a carico eventuali figli. Per farlo sarà necessario presentare un ricorso presso l’Ufficio delle imposte alla fonte allegando la documentazione che comprovi che il/la compagno/a in Italia non ha goduto di detrazioni fiscali per quei figli medesimi. Il ricorso potrà essere presentato dal 1 gennaio al 31 marzo di ogni anno con riferimento alle imposte alla fonte pagate nell’anno precedente.

L’espressione “partner registrato” si riferisce alle coppie omosessuali residenti in Svizzera.

3) Ogni tabella è quindi costituita da una fitta suddivisione in fasce reddituali.

A seconda del proprio reddito lordo annuale (comprensivo di assegni famigliari, prestazioni in natura, premi salariali, ecc.) andrà individuata la riga corretta.

Ogni riga è a sua volta suddivisa in diverse colonne numerate dallo 0 al 9. Questi numeri indicano quanti figli il lavoratore ha a carico.

Incrociando la riga e la colonna corretta si otterrà infine l’aliquota corretta dell’imposta alla fonte che andrà applicata al proprio salario.

L’imposta alla fonte viene decurtata ogni mese dal salario del lavoratore. La trattenuta viene effettuata direttamente dal datore di lavoro.

Il lavoratore mantiene tuttavia l’onere di controllare la correttezza di quanto versato.

Per questo il datore di lavoro consegnerà al lavoratore all’inizio di ogni anno “l’Attestato-ricevuta imposte alla fonte” relativo all’imposte alla fonte che si sono versate nell’anno precedente.

Qualora si sia versato di più di quanto si sarebbe dovuto, sarà possibile effettuare una richiesta di conguaglio all’Ufficio delle imposte alla fonte, entro e non oltre il 31 marzo di ogni anno.

Al contrario, qualora si sia versato di meno, è opportuno segnalare l’errore al datore di lavoro, che dovrà regolare la posizione del proprio dipendente con l’Ufficio delle imposte alla fonte.

Ricordiamo infine che i genitori divorziati che devono provvedere al pagamento degli alimenti per figli, potranno richiedere entro il 31 marzo di ogni anno un conguaglio all’Ufficio delle imposte alla fonte, scontando gli alimenti pagati dal reddito annuale.

Il sindacato OCST offre ai propri associati il servizio di controllo dell’imposta alla fonte, di eventuale richiesta di conguaglio e di detrazione per alimenti.

 

Tassazione frontalieri fuori zonaI frontalieri residenti fuori dalla fascia di frontiera

I frontalieri residenti in un comune non appartenente alla fascia di frontiera sono tenuti a dichiarare in Italia il reddito da lavoro maturato in Svizzera.

In particolare dovranno pagare l’IRPEF sulla base dell’aliquote previste dallo Stato italiano.

L’aliquota IRPEF verrà applicata sul reddito svizzero già decurtato dei contributi sociali e assicurativi ivi versati, oltre che ulteriormente decurtato di una franchigia statale di 6.700 € (L. 147/2013, alias legge di stabilità 2014). All’IRPEF lorda verrà infine detratta l’imposta alla fonte già pagata in Svizzera.

Ricordiamo che gli associati OCST potranno godere dei servizi di consulenza fiscale OCST e del CAF CISL.

L’Ufficio frontalieri OCST resta a disposizione dei gentili associati per approfondimenti.

Parere dell'Agenzia delle entrate sulla tassazione dei frontalieri che non risiedono in un comune della fascia di frontiera

Direzione Regionale della Lombardia
Ufficio Fiscalita' generale
Prot. n. 904-45720/2008

OGGETTO: Interpello 904-276/2008-ART.11, legge 27 luglio 2000, n.212. Istanza presentata il 27/03/2008

Con l'interpello specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 15 della L n. 943 del 1978 , è stato esposto il seguente

QUESITO

L'istante svolge attività di lavoro dipendente presso una società con sede in Svizzera, a .….., nel Canton Ticino, recandosi giornalmente dall'Italia al luogo di lavoro.

Fino al 31 luglio 2007, risiedeva a Lezzeno (CO), comune facente parte della fascia di confine delimitata ai fini dell'individuazione dei lavoratori frontalieri oggetto di uno speciale trattamento tributario per i redditi di lavoro dipendente in base all'accordo con la Svizzera del 3 ottobre 1974.

 

A seguito dell'accordo del 21 giugno 1999 con l'Unione europea sulla libera circolazione delle persone, a partire dal 1 giugno 2007, per i cittadini degli Stati dell'Unione europea, le zone di frontiera sono soppresse e non sono più determinanti per esercitare un'attività lucrativa in Svizzera.

Tanto premesso, poichè dal 1 agosto 2007 l'interpellante si è trasferito a Lecco stabilendovi la propria residenza, chiede se debba dichiarare anche in Italia il reddito di lavoro dipendente percepito in Svizzera.

SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

Secondo l'istante, a seguito della soppressione delle zone di frontiera, il reddito estero non deve essere dichiarato in Italia, così come non veniva dichiarato quando risiedeva a Lezzeno, comune prima compreso nella fascia di confine con la Svizzera.

A seguito di tale soppressione, infatti, tutti i lavoratori italiani sono considerati dalla Svizzera quali frontalieri, indipendentemente dal luogo ove risiedono.

PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

Si premette che l'articolo 15, paragrafo 4, della Convenzione per evitare le doppie imposizioni stipulata tra l'Italia e la Svizzera, ratificata con legge 23 dicembre 1978, n. 943, stabilisce che il regime fiscale applicabile ai redditi ricevuti in corrispettivo di un'attività dipendente dei lavoratori frontalieri è regolato dall'Accordo tra l'Italia e la Svizzera relativo alla imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine del 3 ottobre 1974, i cui articoli da 1 a 5 costituiscono parte integrante della Convenzione stessa.

Si tratta, in particolare, dell'Accordo del 3 ottobre 1974, ratificato con la legge 26 luglio 1975, n. 386.

Ai sensi dell'articolo 1 di tale accordo, i salari, gli stipendi e gli altri elementi facenti parte della remunerazione che un lavoratore frontaliero riceve in corrispettivo di una attività dipendente sono imponibili solo nello Stato in cui tale attività è svolta. Tuttavia, né la Convenzione né il citato Accordo forniscono una definizione di lavoratore frontaliero. Essa, comunque, può essere ricavata dall'Accordo, in cui vengono dettate le norme in base alle quali i Cantoni svizzeri confinanti con l'Italia (dei Grigioni, del Ticino e del Vallese) versano ogni anno a beneficio dei comuni italiani di confine una parte del gettito fiscale proveniente dalla imposizione delle remunerazioni dei frontalieri italiani, come compensazione finanziaria delle spese sostenute dai comuni italiani a causa dei frontalieri che risiedono sul loro territorio ed esercitano un'attività dipendente sul territorio di uno dei detti cantoni.

In attuazione di tale accordo, il Ministero dell'economia e delle finanze determina, con apposito decreto, i criteri di ripartizione e utilizzazione delle compensazioni finanziarie a favore dei comuni italiani di confine. Tale decreto emanato con cadenza biennale stabilisce il criterio di ripartizione delle somme affluite per compensazione finanziaria a favore dei comuni, formalmente individuati come di confine, il cui territorio sia compreso, in tutto o in parte, nella fascia di 20 Km dalla linea di confine con l'Italia dei tre Cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese.

E' evidente, pertanto, che, relativamente ai rapporti con la Svizzera, di regolazione tributaria dei redditi in questione, la nozione di frontaliero riguardi solo i lavoratori che quotidianamente si recano dalla propria residenza, sita in un Comune prossimo al confine, nell'ambito della fascia di 20 Km dallo stesso, in uno dei suddetti Cantoni confinanti con l'Italia.

La soppressione delle zone di frontiera con la Svizzera, avvenuta il 1 giugno 2007, allo scadere del periodo transitorio dell'Accordo del 21 giugno 1999, in vigore dal 1 giugno 2002 tra la Svizzera e la Comunità europea sulla libera circolazione delle persone, incide sulla mobilità geografica dei frontalieri e sulla loro capacità di esercitare un'attività economica su tutto il territorio dello Stato di lavoro ma non assume rilevo ai fini del trattamento fiscale dei redditi di lavoro dipendente prestato dal lavoratori frontalieri che continua ad essere disciplinato nei limiti e nei termini di cui al citato Accordo bilaterale del 3 ottobre 1974.

 

Pertanto, in riferimento all'anno di imposta 2007, l'istante non dovrà dichiarare in Italia il reddito svizzero da lavoro dipendente percepito fino al 31 luglio 2007, poiché fino a quella data risiedeva in Lezzeno (CO), comune rientrante nella fascia di confine compresa nei 20 km.

 

Con riferimento ai redditi di lavoro dipendente percepiti dal 1 agosto 2007, invece, poiché il contribuente si è trasferito nel Comune di Lecco, e dunque al di fuori della fascia di confine in relazione alla quale trovano applicazione le disposizioni del sopra citato Accordo, si farà riferimento alla disciplina generale dettata dall'articolo 15, paragrafo 1, della Convenzione contro le doppie imposizioni conclusa fra Italia e Svizzera, ai sensi del quale il reddito di lavoro dipendente prodotto in Svizzera da un residente italiano è tassato sia in Italia che in Svizzera.

Per quanto riguarda la tassazione del reddito in Italia, si ricorda che l'art. 2, comma 11 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, come modificato dall'articolo 1, comma 398 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ha stabilito che per gli anni a partire dal 2003 e fino al 2007 i redditi derivanti da lavoro dipendente prestato, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, all'estero in zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi da soggetti residenti nel territorio dello Stato concorrono a formare il reddito complessivo per l'importo eccedente 8.000 euro (chiarimenti in merito a tale disposizione sono stati resi dall'amministrazione finanziaria con circolare 15 gennaio 2003, n. 2).

Una norma di analogo contenuto è stata, infine, introdotta per gli anni 2008, 2009 e 2010, dall'articolo 1, comma 204, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

 

Pertanto, ove ricorrano le condizioni prescritte dalla citata normativa, l'istante per la parte di reddito da lavoro dipendente prestato in Svizzera, percepito nel 2007 a partire dal 1 agosto e per i periodi d'imposta successivi, potrà applicare le disposizioni della normativa sopra richiamata.

 

Resta fermo, in ogni caso, ai sensi dell'articolo 24 della suddetta Convenzione, che al soggetto residente spetta un credito per le imposte pagate all'estero, ma l'ammontare della deduzione non può eccedere la quota di imposta italiana attribuibile al predetto reddito nella proporzione in cui lo stesso concorre alla formazione del reddito complessivo. A tal fine, troverà pertanto applicazione l'articolo 165 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Il comma 10 dello stesso articolo, in particolare, precisa che nel caso in cui il reddito prodotto all'estero concorra parzialmente alla formazione del reddito complessivo, anche l'imposta estera va ridotta in misura corrispondente.

I documenti citati sono consultabili sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it

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IL DIRIGENTE DI VERTICE TAMARA GASPARRI

 

 

Tabelle delle aliquote delle imposte alla fonte per l'anno 2012/2013.

 

Allegati:
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Scarica questo file (Tabella C.pdf)Tabella C 2012/13[Aliquote 2012/13]128 kB
Scarica questo file (Tabella E.pdf)Tabella E 2012/13[Aliquote 2012/13]102 kB
Scarica questo file (Tabella F.pdf)Tabella F 2012/13[Aliquote 2012/13]102 kB

Assegni Familiari e modulo E 411

Con l’introduzione degli Accordi Bilaterali del 1 giugno 2002 la Svizzera ha recepito la direttiva U.E. relativa al diritto agli assegni familiari.
Le indicazioni esposte di seguito, sono rivolte in particolare ai lavoratori frontalieri in Ticino e riguardano il caso in cui i genitori svolgano l’attività lavorativa l’uno/a in Italia e l’altra/a in Svizzera.
La direttiva U.E. indica come regola generale che il diritto alla prestazione dell’assegno familiare spetta in via prioritaria al genitore che lavora nello Stato in cui risiede (Italia).
Tuttavia anche l’altro coniuge ha diritto a far richiesta al datore di lavoro svizzero dell’assegno familiare per lo stesso o gli stessi figli.
Il datore di lavoro però è tenuto a versare a questo genitore solo un differenziale tra l’assegno italiano percepito dal coniuge e l’assegno ticinese.

Il modulo E 411

Per farsi riconoscere il diritto all’assegno anche in Ticino e l’importo percepito in Italia occorre far compilare in Italia il modulo E 411.

Il modulo E 411 dovrebbe essere inviato all’Istituzione italiana che versa gli assegni familiari dall’Istituzione svizzera presso cui è assicurato l’altro coniuge, ma sovente accade che venga chiesta al lavoratore la disponibilità a far compilare in Italia tale modulo.

Il modulo E411 è composto di due parti A e B e di alcuni quadri numerati.
La parte A ai punti 1, 2, 3 e 4 può essere compilata facilmente dal lavoratore perché contiene la richiesta di dati personali e familiari.
La parte più complicata da compilare è la parte B, quadro 6 che chiama in causa l’Istituzione Italiana.
E’ fondamentale che il coniuge che lavora in Italia presenti per primo la domanda di assegno per il suo nucleo familiare perché in questo modo, l’INPS potrà compilare in modo completo il quadro 6 ed indicare per quale motivo il lavoratore ha ovvero non ha diritto all’assegno e, se ne ha diritto, quali sia l’importo versato.
L’INPS dovrà compilare anche il punto 7 e 9 della parte B, mentre il punto 8 deve essere timbrato e firmato dal datore di lavoro italiano.

La compilazione può risultare un po’ complessa e, peraltro, non è richiesta da tutte la Casse Assegni Familiari svizzere. Comunque, se richiesto, vale la pena compilarlo perché il lavoratore ne trae un beneficio economicamente interessante!

 

E 401 Composizione della famiglia

E 411 Diritto residenza familiari

Sito Informazioni Assicurazioni Sociali

 

Tabelle delle aliquote delle imposte alla fonte per l'anno 2011.

 

Allegati:
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Scarica questo file (Tabella C_2011.pdf)Tabella C 2011[Aliquote 2011]112 kB
Scarica questo file (Tabella E_2011.pdf)Tabella E 2011[Aliquote 2011]92 kB
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