Gli orari di apertura dei negozi si collocano al crocevia di molteplici e differenziati interessi che, da una 20ina d’anni, hanno ostacolato la ricerca di consenso e di intese.

Il popolo ticinese ha deciso in modo netto di seguire la linea tracciata dal Parlamento: un prolungamento degli orari di apertura subordinato ad un Contratto Collettivo di Lavoro valido per tutto il settore.  

Il settore del commercio, con preoccupante progressione, ha reso negli ultimi anni inaccettabili le condizioni di lavoro del personale occupato. La pressione sui salari, che giustifica da tre anni l’esistenza di un contratto normale di lavoro per i ripetuti e gravi abusi salariali riscontrati, così come l’inqualificabile frammentazione dei tempi di lavoro, che si concretizza attraverso i contratti su chiamata, i tempi parziali gestiti à la carte e gli orari di lavoro spezzettati, sono lo specchio di una situazione che non può più essere tollerata. Solo con un CCL - sostenuto da un partenariato sociale forte e credibile - è dunque possibile dare una concreta sterzata a situazioni di precariato occupazionale.

Chi si è recato al voto ha colto l’opportunità unica di vincolare il tema delle aperture dei negozi all’entrata in vigore di un Contratto collettivo di lavoro ed ha impresso al settore del commercio un chiaro indirizzo: grazie ad un emendamento dei deputati cristiano-sociali in Gran Consiglio, i nuovi orari di apertura dei negozi entreranno in vigore solo con la firma di un CCL.

La palla, da domani mattina, torna pertanto nel campo dei commercianti: spetta infatti alla Federcommercio - ma in particolare alla grande Distribuzione (DISTI) - sedersi al tavolo delle trattative, senza ostruzionismo ed egoismo consumistico, per concertare con i sindacati una soluzione contrattuale degna di questo nome.

Il personale di vendita, i consumatori, il Parlamento e, non certamente da ultimo, il Popolo ticinese pretendono ora dai commercianti un comportamento responsabile, attivo e conseguente per non rendere inutile il voto di oggi. Il fallimento o la riuscita della soluzione legislativa adottata oggi è interamente nella mani dei commercianti: in assenza di un CCL, la Legge votata oggi non entrerà in vigore.