Il Comitato cantonale OCST della vendita, riunitosi ieri sera presso il centro Serrafiorita di Pambio Noranco, ha preso atto dei contenuti della proposta di Contratto collettivo di lavoro elaborata con l’intervento dell’Ufficio cantonale di conciliazione.

Il settore della vendita – che occupa 12'000 lavoratrici e lavoratori in Ticino nella grande distribuzione e nei piccoli commerci – ha bisogno di una piattaforma contrattuale solida e vincolante per rispondere con efficacia alle necessità del personale. Il Comitato cantonale vendita OCST ha riconosciuto la solidità del percorso tracciato, pur consapevoli che l’apertura di FederCommercio e Disti ad un partenariato sociale sia stata condizionata dal fatto che l’entrata in vigore della nuova Legge sulle aperture dei negozi è subordinata alla stipula di un contratto collettivo per il settore. Ricordiamo che questa condizione è stata provocata da un emendamento dei deputati OCST in Gran Consiglio. In poco meno di tre mesi, le parti sono riuscite in un’impresa di concertazione che, negli ultimi vent’anni, era risultata impraticabile.

Sui contenuti del CCL presentato, il Comitato cantonale ritiene che la soluzione salariale proposta possa rappresentare per il personale occupato nei piccoli negozi (circa 6'000 addetti) una concreta opportunità per alzare finalmente i livelli salariali, ora fondati esclusivamente sul Contratto normale di lavoro entrato in vigore lo scorso 1. aprile 2013 per volontà della Commissione tripartita dopo aver verificato situazioni di gravi e ripetuti abusi contrattuali. Con un aumento dei livelli minimi salariali tra i 200 e 300 franchi mensili per tutte le categorie professionali e il riconoscimento obbligatorio della tredicesima mensilità (ora non dovuta e spesso sostituita dal riconoscimento facoltativo di una gratifica a fine anno in base all’andamento dell’attività), alcune migliaia di lavoratrici e lavoratori potranno contare su un sostanzioso aumento salariale.

Un chiaro apprezzamento è stato rivolto alla soluzione proposta per contenere gli effetti della frammentazione dei tempi di lavoro e della precarizzazione dell’impiego: il ricorso ai contratti a tempo parziale, al lavoro su chiamata e allo spezzettamento esasperato dei tempi di impiego è percepito come la fonte principale del degrado del settore.

Il Comitato cantonale della vendita OCST, all’unanimità (68 delegati), ha dato quindi “semaforo verde” per concludere il percorso avviato nella procedura di conciliazione. OCST si presenterà quindi al prossimo incontro con un chiaro mandato “andiamo avanti, noi ci siamo!”.