Ad inizio settembre 2013, dopo aver raccolto innumerevoli casi, abbiamo segnalato all’Ispettorato del Lavoro una situazione che non poteva più essere tollerata.
Non certamente di infrazioni contrattuali stiamo parlando, ma bensì di un vero e proprio «metodo d’impiego del personale» che teneva costantemente sotto pressione le collaboratrici ed i collaboratori  impiegati nei 10 punti vendita del Cantone Ticino.

Il progetto di legge cantonale sugli orari di apertura dei negozi approda dopo non poche vicissitudini in Gran Consiglio. Partito con il corretto intento di conferire linearità e coerenza a una regolamentazione legale ormai datata e disordinata, tenendo nel contempo presente la necessità sociale di tutelare adeguatamente il personale di vendita, l’esercizio si è poi sfilacciato nel tempo e negli intendimenti tanto da offrire oggi un prodotto che si presta a riserve e obiezioni decisive.

Il Consiglio Federale ha di recente avviato le consultazioni sul progetto di nuova legge federale sull’apertura dei negozi. In discussione è messa la possibilità di aprire tutti i giorni (domenica esclusa) i negozi alle 06.00 e chiuderli, dal lunedì al venerdì, alle 20.00 rispettivamente, il sabato, alle 19.00.

Le particolarità subordinate alla tipologia frammentata del settore del commercio e della vendita, rendono pressoché impossibile la sottoscrizione di un Contratto collettivo di lavoro valido per tutto il settore, decretato di obbligatorietà cantonale con un organo di vigilanza e applicazione rappresentato da una Commissione paritetica ad hoc.