Dottrina sociale della Chiesa

Riportiamo la conclusione della conferenza che il Cardinal Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, ha tenuto il 26 febbraio scorso nell’ambito delle Conferenze di Quaresima di Notre-Dame di Parigi.

Nel contesto dell’attuale mondo globalizzato (a livello ecologico, comunicativo, economico e finanziario, geo-politico) ci rendiamo conto di quanto sia attuale, concreta e discriminante la pratica della solidarietà come condizione di quella socio-politica. Ed è anche facile comprendere come l’unica alternativa concreta ad una visione globale solidale sia non certo un democraticismo neutrale, bensì un confronto sempre più spietato tra politiche di potenza. Proviamo a dare anche solo uno sguardo all’attuale crisi economico-finaziaria globale: come non riconoscere che non è in gioco solo un problema tecnico, un disfunzionamento del sistema, bensì una patologia più profonda, che implica un intero modo di concepire l’umano?

 Nell’enciclica Laborem exercens (LE) Giovanni Paolo II spiega che la dignità del lavoro non sta tanto in ciò che produce o nella scelta del posto di lavoro, ma piuttosto nell’essere una dimensione importante per l’autorealizzazione dell’uomo. Anzi, il Papa ribadisce più volte che tramite il lavoro si «diventa più uomo» (LE 9). Rileggendo queste frasi e riflettendoci oggi, nel 30° della loro pubblicazione, ci sentiamo un po’ a disagio: è senz’altro vero che cerchiamo tutti di autorealizzarci nel nostro lavoro, ma chi direbbe che il lavoro costituisce un luogo per «diventare più uomo»? Anzi, può essere questa una richiesta adeguata per il mondo del lavoro oggi? E, infine, il grado della realizzazione di sé e della propria umanità dipende allora dal tipo di lavoro che si trova?

 

Martedì 16 novembre è nata la Fondazione Mons. Luigi Del-Pietro costituita dall’OCST per «favorire lo studio, la ricerca storica e la riflessione sull’opera di Mons. Luigi Del-Pietro (1906- 1977) e più in generale sul movimento cristiano-sociale ticinese» (Art.2 dello Statuto).