Frontalieri

L'Ufficio Frontalieri OCST dal 1984 è il principale riferimento per tutti i frontalieri attivi in Ticino. La sua utilità, riconosciuta anche dalle imprese e dagli organi istituzionali italiani e ticinesi, si estende a diverse attività:

- consulenza ai lavoratori e alle imprese in materia di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale (status fiscale, previdenziale ed assicurativo dei frontalieri, assegni familiari, disoccupazione, Regolamenti UE e Convenzioni bilaterali tra Italia e Svizzera, ecc.);

- tutela della salute del lavoratore con convenzioni mediche appositamente studiate;

- coordinamento degli attivisti iscritti all’OCST nei vari paesi di frontiera;

- consulenza agli organi istituzionali svizzeri e italiani per la definizione della legislazione riguardante i lavoratori frontalieri.

Gli iscritti all'OCST possono godere dei servizi offerti dalla CISL e di tutte le convenzioni previste per i soci CISL.

La votazione sull’iniziativa «contro l’immigrazione di massa», che il Ticino ha ampiamente plebiscitato, ha portato a galla le fondate preoccupazioni della popolazione. Soprattutto nella nostra regione, attorniata da un bacino economico e occupazionale di dimensioni nettamente più voluminose che tende a esercitare un’acuta pressione sul mercato del lavoro locale, sono andate germogliando distorsioni esplosive.

Sono trascorsi ormai già due anni da quando l’Inps ha cessato di erogare la disoccupazione per frontalieri così come previsto dalla legge 147/97 (12 mesi di sussidio al 50% dell’ultimo salario).

Il 23 dicembre 2013, dunque proprio allo scadere dell’anno, l’Agenzia delle Entrate ha emesso un nuovo provvedimento che, pur non essendo rivolto direttamente ai frontalieri, rischia di comportare comunque più che un fastidio.

L’anno dei frontalieri si è chiuso con una duplice buona notizia.
Come già anticipato sul precedente numero de «il Lavoro», il Senato, con la nuova Legge di stabilità, aveva dapprima cancellato per il 2014 la franchigia di 6’700 € sul reddito imponibile dei lavoratori frontalieri «fuori fascia»;

Ci si avvicina alla fine di un dicembre travagliato per i lavoratori frontalieri, che si ritrovano a bagno in un vorticoso «pentolone» di ricette fiscali e legislative: il rischio è di non saper più distinguere le semplici voci di corridoio dai cambiamenti veri e propri. Facciamo dunque il punto della situazione procedendo ordinatamente per passi: si spera ne verrà fuori un quadro più chiaro e rassicurante.