Frontalieri

L'Ufficio Frontalieri OCST dal 1984 è il principale riferimento per tutti i frontalieri attivi in Ticino. La sua utilità, riconosciuta anche dalle imprese e dagli organi istituzionali italiani e ticinesi, si estende a diverse attività:

- consulenza ai lavoratori e alle imprese in materia di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale (status fiscale, previdenziale ed assicurativo dei frontalieri, assegni familiari, disoccupazione, Regolamenti UE e Convenzioni bilaterali tra Italia e Svizzera, ecc.);

- tutela della salute del lavoratore con convenzioni mediche appositamente studiate;

- coordinamento degli attivisti iscritti all’OCST nei vari paesi di frontiera;

- consulenza agli organi istituzionali svizzeri e italiani per la definizione della legislazione riguardante i lavoratori frontalieri.

Gli iscritti all'OCST possono godere dei servizi offerti dalla CISL e di tutte le convenzioni previste per i soci CISL.

Aumento del moltiplicatore comunale

Ricordiamo che dal 1. gennaio 2015 scatterà il rincaro delle aliquote delle imposte alla fonte pagate dai lavoratori frontalieri. Ciò è dovuto al provvedimento approvato dal Gran Consiglio nel mese scorso, che ha elevato al 100% il moltiplicatore comunale, ovvero una delle tre componenti che costituiscono l’imposta alla fonte versata dal lavoratore. L’aumento complessivo non sarà particolarmente rilevante (nei casi dei redditi più bassi potrà persino risultare nullo).

Il 5 novembre il Gran Consiglio ha approvato l’aumento del moltiplicatore comunale per tutti i frontalieri al 100%.
Capiamo anzitutto di cosa si tratta. In Svizzera il sistema fiscale riflette la struttura federalista della Confederazione e dunque le imposte vengono prelevate da Confederazione, Cantoni e comuni.

Nell’ultimo mese si è assistito al rincorrersi continuo di innumerevoli voci su altrettanti cambiamenti che dovrebbero interessare il panorama fiscale dei frontalieri. I giornali – in particolar modo quelli italiani – hanno condito le paure dei frontalieri con titoli altisonanti se non talvolta terroristici. Il risultato? Poca chiarezza e tanto panico.

La recente pubblicazione dei dati sulla manodopera frontaliera ha innescato un’ampia ridda di valutazioni e commenti. Non poteva d’altronde essere altrimenti se si considera che si è registrato un aumento consistente: circa 2’000 unità rispetto al primo trimestre dell’anno e quasi 4’000 unità rispetto a un anno fa.

Trattative fiscali
Dopo anni di tensioni più o meno esplicite, i Governi di Italia e Svizzera sono tornati a sedersi ad un tavolo comune con l’intento unitario di giungere a una intesa chiara in materia fiscale; le trattative si protraggono ormai da diverso tempo, soprattutto a causa dell’instabilità politica che ha contraddistinto la realtà italiana degli ultimi anni.