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2017

No image Il Lavoro n. 1 del 26 gennaio 2017
Il Lavoro n. 2 del 9 febbraio 2017 Il Lavoro n. 3 del 23 febbraio 2017
Il Lavoro n. 4 del 16 marzo 2017 Il Lavoro n. 5 del 30 marzo 2017
Il Lavoro n. 6 del 13 aprile 2017 Il Lavoro n. 7 del 4 maggio 2017
Il Lavoro n. 8 del 18 maggio 2017 Il Lavoro n. 9 del 1. giugno 2017
Il Lavoro n. 10 del 22 giugno 2017

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cyberdipendenza_ocstI partecipanti alla serata «Cyberdipendenza, stacca la spina!», che si è tenuta mercoledì 26 ottobre 2011 al Centro scolastico Canavee di Mendrisio, avranno tirato un sospiro di sollievo.

L’enciclica «Caritas in veritate» si ri­volge esplicitamente ai sindacati, incoraggiandoli ad affrontare le sfi­de della società attuale. Senz’altro gli eventi a Roma il 15 ottobre, in occasione della «giornata internazionale dell’indignazione», costituisco­no un’occasione allarmante per un sindacato di porsi determinati interrogativi. Innanzitutto, bisogna chiedersi se le spiegazioni dei gran­di partiti, sia di destra che di sinistra, colgano veramente il problema: il gruppo dei ca. 1.000 «black bloc» sarebbero semplici «criminali» che non c’entrerebbero con la stragrande maggio­ranza di alcuni centinaia di migliaia di manife­stanti pacifici. Questo è indubbiamente vero. Ma in questo modo, si interpreta la manifesta­zione degli «indignati» come un evento «nor­malissimo», «previsto» da una democrazia che garantisce la «libertà d’opinione».


 

 Lo scorso 4 ottobre è apparsa sul Corriere del Ticino, l’OPINIONE di Alberto Siccardi, imprenditore, dal titolo «Non costruire barricate nella nostra economia», invito rivolto in particolare al Sindacato OCST.
Trattandosi di una narrazione fortemente romanzata, di una rappresentazione dei fatti unilaterale, tanto che il nostro Sindacato è stato accusato ingiustamente di aver espresso valutazioni ingiuriose nei confronti della dirigenza di un’azienda del Mendrisiotto, ci avvaliamo del diritto di replica.

 Nell’enciclica Laborem exercens (LE) Giovanni Paolo II spiega che la dignità del lavoro non sta tanto in ciò che produce o nella scelta del posto di lavoro, ma piuttosto nell’essere una dimensione importante per l’autorealizzazione dell’uomo. Anzi, il Papa ribadisce più volte che tramite il lavoro si «diventa più uomo» (LE 9). Rileggendo queste frasi e riflettendoci oggi, nel 30° della loro pubblicazione, ci sentiamo un po’ a disagio: è senz’altro vero che cerchiamo tutti di autorealizzarci nel nostro lavoro, ma chi direbbe che il lavoro costituisce un luogo per «diventare più uomo»? Anzi, può essere questa una richiesta adeguata per il mondo del lavoro oggi? E, infine, il grado della realizzazione di sé e della propria umanità dipende allora dal tipo di lavoro che si trova?

venditrice-stranieroOccorre essere franchi e riconoscere che l’approccio dato dal capo del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, è ben diverso dagli schemi ideologici leghisti e democentristi. Col nuovo ordinamento dato dal Ministro alla Commissione per l’integrazione degli stranieri, l’attività della stessa sarà sicuramente più proficua per favorire processi di un dialogo multietnico, quindi di aggregazione, partecipazione e d’integrazione delle comunità estere alla vita del Paese.