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2017

No image Il Lavoro n. 1 del 26 gennaio 2017
Il Lavoro n. 2 del 9 febbraio 2017 Il Lavoro n. 3 del 23 febbraio 2017
Il Lavoro n. 4 del 16 marzo 2017 Il Lavoro n. 5 del 30 marzo 2017
Il Lavoro n. 6 del 13 aprile 2017 Il Lavoro n. 7 del 4 maggio 2017
Il Lavoro n. 8 del 18 maggio 2017 Il Lavoro n. 9 del 1. giugno 2017
Il Lavoro n. 10 del 22 giugno 2017

Prima pagina

Disoccupazione

Riportiamo il testo dell’interrogazione parlamentare presentata il 4 aprile da Gianni Guidicelli


In questo periodo preelettorale il tema dell’occupazione - disoccupazione è al centro dell’attenzione e ripreso da molti interventi di candidati al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio, sulla stampa e nei dibattiti. Quasi tutti sono concordi nel ritenere che si debba far in modo che le aziende abbiano a privilegiare l’assunzione di personale residente in Ticino prima di ricorrere a manodopera estera. La stessa direttrice del DFE Laura Sadis si è espressa in tal senso durante un dibattito televisivo.

Casinò di LuganoSolo aria fritta?
L’azione informativa attuata recentemente dal sindacato ha risvegliato anche il sindaco di Lugano. Rispondendo ad un giornalista ha affermato che quanto denunciato dai sindacati è «aria fritta». Sul «fritta» non possiamo dargli torto. Alcuni dei problemi sollevati attendono una soluzione da più mesi.

Nel primo incontro con il Governo dopo il voto popolare che ha visto la bocciatura della meritocrazia, sembrava potesse ripartire il dialogo. In particolare è stata condivisa la necessità di attuare in tempi brevi la revisione della LORD introducendo le modifiche legislative sulle quali le parti avevano già espresso il loro consenso e che permettono di aggiornare le condizioni d’impiego alle necessità di un servizio pubblico attento alle esigenze dei cittadini.

La situazione complessa che ha visto le parti contraenti nazionali incapaci di trovare una soluzione salariale concordata per l’anno 2011, ha imposto agli impresari e ai sindacalisti ticinesi di trovare un accordo che non può essere sicuramente considerato gratificante per i lavoratori.

La messa in vigore del nuovo Ccl nazionale valido dal 1. giugno 2010, è stata decantata da alcune parti come un successo per il miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti occupati nei saloni di parrucchiere.
Non condivido questa valutazione. Se i propositi annunciati al momento della disdetta del precedente contratto (2006) davano indizi di condizioni migliori, l’attuale risultato non ha fatto un passo in avanti, anzi, per certi versi, ha peggiorato le condizioni lavorative.