Recentemente è stato pubblicato su un sito internet l’annuncio di un’agenzia interinale italiana alla ricerca di informatici con laurea triennale disposti a lavorare per una società di Balerna per un salario di 1'200 euro al mese.


Nel settore dell’informatica, dal 1. settembre 2014, è in vigore un contratto normale di lavoro che stabilisce salari minimi ben superiori a 1'200 euro al mese

L’annuncio in questione è purtroppo la conferma che vi sono aziende istallate sul territorio cantonale che ignorano le condizioni salariali minime fissate per legge, proponendo stipendi che possono essere accettati unicamente da lavoratori frontalieri.

Queste situazioni devono essere combattute con la massima severità, perché deteriorano il mercato del lavoro ticinese e offendono la dignità dei lavoratori, siano essi residenti o frontalieri.

Ci preme ricordare che il diritto svizzero, in base all’art. 360a CO, dispone in taluni ambiti lavorativi contratti normali di lavoro che stabiliscono salari minimi vincolanti validi per l’intero ramo e modificabili solamente a vantaggio del lavoratore. Pertanto, in presenza di annunci che inducono alla violazione delle norme di legge vigenti nel nostro Paese, riteniamo che il Consiglio di Stato debba intervenire tempestivamente ed impedire che vengano proposte condizioni salariali contrarie alle leggi vigenti in Svizzera.

Per questo motivo ci permettiamo di chiedere al lodevole Consiglio di Stato:

1.      In presenza di annunci che propongono la violazione di un contratto normale di lavoro il Consiglio di Stato quali misure vuole intraprendere?

2.      Il Consiglio di Stato in che modo verifica il rispetto delle condizioni salariali dei lavoratori assoggettati a un contratto normale di lavoro?

3.      Qual è stato il risultato di tali verifiche nel 2014 e nel 2015? Quante violazioni sono state accertate? Quali sanzioni sono eventualmente state comminate?

4.      Il Consiglio di Stato intende rafforzare, e in che modo, le verifiche in materia di condizioni salariali?

5.      Non è possibile verificare sistematicamente le condizioni salariali al momento del rilascio del permesso così da bloccare sul nascere questi abusi?

6.      Quali misure intende intraprendere il Consiglio di Stato per il caso segnalato da questa interrogazione?

 

Lorenzo Jelmini e Giorgio Fonio