La tentata rapina al distributore dell’Eni di Novazzano, che non è la prima di questo tipo e non sarà nemmeno l’ultima, pone alcune importanti questioni sulla sicurezza del personale, per la maggior parte femminile, delle stazioni di servizio.

Gli orari prolungati di lavoro, la presenza di una sola persona, la posizione delle strutture, fanno di questi esercizi un ghiotto obiettivo per i criminali.
Bisogna dare atto alle forze dell’ordine di avere costituito un dispositivo di intervento efficace e tempestivo, che ha consentito di proteggere l’incolumità della commessa, di sventare la rapina e di catturare il ladro, così come all’ispettorato del lavoro, in collaborazione con i sindacati e ai più grandi operatori del settore di essersi impegnati negli scorsi mesi per migliorare la sicurezza all’interno di questi negozi.

Il gruppo OCST Donna-Lavoro ritiene tuttavia che la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori in questo ambito vada ulteriormente tutelata. Se è vero infatti che questa volta la vicenda si è conclusa, tutto sommato, in maniera favorevole, bastava pochissimo perché le cose andassero diversamente.
Non si può non considerare, inoltre, la ferita che la donna coinvolta in questa vicenda si porterà dietro. Quale dovrebbe essere, poi, lo stato d’animo di tutte quelle commesse che si trovano a lavorare in solitudine in situazioni a rischio?    

Il gruppo OCST Donna-Lavoro chiede ai datori di lavoro di fare un ulteriore passo avanti a protezione della sicurezza e della serenità delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.