In un articolo precedente abbiamo già sintetizzato i contenuti emersi dall’assemblea organizzata dai sindacati a Malnate con il Dott. Vieri Ceriani, dipendente del Ministero dell’Economia e delle Finanze e capo della delegazione italiana nelle trattative con la Svizzera sui frontalieri.

Ci concentriamo ora sulle domande emerse dal pubblico. Per una maggiore praticità, abbiamo raggruppato le domande tra loro simili in un unico quesito.

Si può fare una stima di quanto sarà l’aggravio fiscale sui redditi?

Rispondere con precisione ad oggi è impossibile. I frontalieri percepiscono infatti un reddito in franchi, mentre l’Italia calcolerà la tassazione sulla base del reddito convertito in euro. Ne consegue che il tasso di cambio influirà moltissimo sull’entità delle imposte. Inoltre l’Italia ad oggi concede ai frontalieri che già pagano l’IRPEF (ovvero i fuori fascia) una franchigia sul reddito imponibile pari a 7'500 €. Un domani la franchigia potrebbe essere maggiore o minore.

Ciò che si può dire è che, in base al tasso di cambio e alla franchigia di oggi, la decurtazione degli stipendi sarà tra lo 0% il 28% (in media pertanto essa sarà di circa il 15%).

Come evolverà lo sconto sul reddito imponibile durante il periodo di passaggio alla tassazione italiana?

In base alle dichiarazioni di Ceriani, il primo anno verrà concessa una riduzione del reddito imponibile del 60%; quindi, qualora vengano confermati i dieci anni di transizione, lo sconto diminuirà di un decimo all’anno (la riduzione dell’imponibili sarà ovvero del 54% per il secondo anno, del 48% per il terzo, ecc.). Il criterio andrà tuttavia meglio definito all’interno della legge di ratifica.

Sarà possibile detrarre le spese di vita (mutuo,  sanità, ecc.) fin dal primo anno di entrata in vigore dell’Accordo?

Si potranno detrarre le spese di vita fin dal primo anno, seppur in modo proporzionale a quanto pagato (se per esempio il reddito imponibile nel primo anno verrà ridotto del 60%, anche le detrazioni verranno ridotte del 60%).

Il terzo pilastro svizzero sarà detraibile dalle imposte italiane?

Ad oggi non vi è ancora questa possibilità; tuttavia nel documento consegnato al MEF vi è anche questa richiesta.

La franchigia di 7'500 € potrà essere modificata?

La franchigia è garantita da un articolo della legge di stabilità. Come tutti gli articoli di legge, esso può essere modificato (in meglio o in peggio) tramite un’apposita votazione che dovrà essere avvallata dalla maggioranza del Parlamento.

Non mi è chiaro se gli assegni familiari potranno essere detratti dal reddito imponibile.

Gli assegni familiari potranno essere detratti dall’imponibile (saranno ovvero esenti da tassazione).

I Comuni beneficeranno ancora dei ristorni?

No. La Svizzera non girerà più alcun ristorno all’Italia. Sarà poi facoltà del Governo italiano riconoscere o meno ai Comuni di frontiera una compensazione finanziaria.

Avete detto che il passaggio all’imposizione piena in Italia avverrà in dieci anni. Tuttavia le famiglie hanno sottoscritto impegni finanziari di più lungo corso. Non credete che per non impattare eccessivamente sulle famiglie siano necessari almeno quindici anni?

Assolutamente. Questo stesso ragionamento sta alla base della richiesta inerita nel documento consegnato al MEF di garantire un passaggio in quindici anni.

Verremo tassati di più per una questione di equità. Questo può anche essere condivisibile, tuttavia noi frontalieri non godiamo delle stesse tutele dei nostri colleghi attivi in Italia. Quando avremo più diritti?

La franchigia di 7'500 € è nata proprio con lo scopo di garantire al frontaliere uno sconto economico in compenso alla maggiore flessibilità e minor protezione contrattuale insite nelle legislazioni estere.

Verrà anche proposto che parte del nuovo gettito venga utilizzato per operazioni di welfare per i frontalieri e per il rafforzamento dell’indennità di disoccupazione.

Va infine ricordato che in Svizzera il sindacato lavora per il miglioramento delle tutele giuridiche. Iscrivendosi al sindacato si rafforza questo processo (per citare solo uno dei casi più noti dello scorso anno, va ricordato che ora in Svizzera l’allattamento è retribuito).

Si può fare il punto della situazione per quanto concerne i prepensionamenti e le rendite del secondo pilastro?

Le rendite da prepensionamento e le rendite del secondo pilastro sono oggi tassate con le aliquote IRPEF ordinarie. È già stata depositata in Parlamento la proposta di tassare queste rendite al 5% (come già accade per le rendite AVS, e come già accaduto per i prepensionamenti e le rendite LPP durante la finestra di voluntary disclosure).

Che fine hanno fatto i soldi del fondo relativo alla legge 147/97? Nel nuovo Accordo è previsto il ripristino dell’indennità di disoccupazione speciale per i frontalieri?

Il nuovo Accordo riguarda solo l’imposizione fiscale, pertanto non tratta direttamente del problema degli ammortizzatori sociali. Tuttavia all’interno della legge di ratifica i parlamentari potranno chiedere che parte del gettito venga utilizzato per creare un nuovo fondo di solidarietà per i disoccupati frontalieri.

I soldi relativi alle legge 147/97 sono ancora oggi segnati a bilancio dell’INPS anche se in molti sospettano che essi alla fine verranno utilizzati per pagare le normali indennità di disoccupazione (NASPI).

Sono previste modifiche legislative anche per i fuori fascia?

Sembra proprio di no. In base alle dichiarazioni dei Governi il nuovo Accordo modificherà solo la condizione dei frontalieri fiscali (ovvero di fascia).

Come sono stati utilizzati i ristorni in questi anni?

La gestione è dipesa dal singolo Comune. Alcuni Comuni hanno pubblicato tramite i gazzettini locali i dettagli economici relativi ai ristorni, altri no. Sicuramente la mancanza di chiarezza sul loro utilizzo ha generato tensioni tra i due Stati (in particolare tra il Canton Ticino e la Regione Lombardia).

Come mai la Svizzera ritiene vantaggioso l’Accordo?

In base alle previsioni, la Svizzera incasserà circa l’8% in più rispetto al precedente Accordo.

Con il nuovo Accordo i frontalieri verranno discriminati di meno?

L’impatto economico del nuovo Accordo sarà molto limitato per i redditi considerati “bassi”, ovvero per quei redditi che in Svizzera creano il fenomeno del dumping salariale. L’impatto sarà invece maggiore per i redditi che si attestano sui livelli svizzeri. Crediamo pertanto che il nuovo Accordo non frenerà il fenomeno del dumping. Al tempo stesso renderà più costosa la manodopera qualificata per le aziende svizzere.