Il Comitato direttivo dell’OCST nella sua seduta del 31 gennaio 2017 ha preso posizione su alcuni dei temi in votazione il prossimo 12 febbraio.
 
Ha in particolare confermato il suo sostegno ai referendum contro le misure di riequilibrio delle finanze cantonali.
 
Chiede quindi di votare “no” alla modifica della Legge sull’assistenza e cura a domicilio, per mantenere forti questi importanti servizi che, oltre a consentire agli anziani e ai malati di restare il più a lungo possibile al proprio domicilio, permettono di contenere i costi in quest’ambito.
 
Chiede inoltre di votare “no” alla modifica della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, un ulteriore passo verso lo smantellamento della politica a sostegno della famiglia.
 
Il Comitato direttivo dell’OCST approva invece la modifica della Costituzione che consentirà l’introduzione della procedura di naturalizzazione agevolata per i giovani di terza generazione.
 
Verrà infatti evitata un po’ di burocrazia, sebbene siano mantenuti i livelli di controllo necessari, a giovani che hanno alle spalle una lunga storia familiare di integrazione nel nostro Paese.
 
Sulla Riforma III dell’imposizione delle imprese l’OCST ha deciso di non dare indicazioni di voto.
 
Nella discussione sono infatti emerse alcune forti ragioni a sostegno della riforma, ma anche buoni motivi per opporsi. La Svizzera non ha molte alternative e ha poco tempo per adeguarsi agli impegni con gli organismi internazionali che le chiedono di abolire lo statuto speciale di cui vantaggiano alcune società e holding di società.
 
Questa misura è giusta e necessaria: riporta il prelievo fiscale su un piano di equità di trattamento e ripristina un certo livello di giustizia contributiva tra le imprese.
 
Tuttavia procurerà inevitabilmente uno scossone. Da una parte infatti non è possibile rinunciare all’introito fiscale delle società che attualmente beneficiano dello statuto speciale, dall’altra è difficile valutare quale sia il livello di equilibrio che potrebbe permettere di trattenere sul nostro territorio almeno una parte di queste società e mantenere stabili le entrate fiscali.
 
Ciò che rende ancora più difficile ogni previsione è che questa riforma acutizzerà la concorrenza fiscale intercantonale, specialmente per un cantone poco competitivo come il nostro, in un contesto nel quale anche la concorrenza con i Paesi esteri non è certamente da sottovalutare.
 
Se la riforma verrà approvata in votazione, la vera discussione si giocherà a livello cantonale, quando il Gran Consiglio dovrà decidere che contenuti dare a questa riforma: quali aliquote applicare e quale incisività assegnare alle misure previste.
 
Poche certezze, dunque. In un momento storico di difficoltà finanziarie per il Ticino, l’OCST si impegnerà affinché le facilitazioni fiscali per le imprese, che potrebbero favorirne lo sviluppo e sostenere la crescita dell’occupazione, non siano imprudenti tanto da intaccare le misure di sostegno alle famiglie e alle persone bisognose.