Il sindacato OCST ritiene che l’introduzione di misure concrete a sostegno delle famiglie e della conciliazione tra impegni familiari e lavoro sia un obiettivo politico e sociale centrale e irrinunciabile. È noto, infatti, che i livelli salariali attuali rendono necessario il contributo di entrambi i genitori al bilancio familiare: per molte famiglie non è, per esempio, economicamente sostenibile un tempo parziale condiviso tra i coniugi o che uno dei due coniugi si dedichi completamente alla gestione degli impegni familiari.

D’altra parte, il mercato del lavoro rende sempre più difficile il rientro al lavoro dopo un periodo nel quale uno dei due genitori, soprattutto le mamme, si sono dedicati completamente alla famiglia. In questo ambito registriamo segnali contrastanti: da un lato, le aziende denunciano una penuria di manodopera qualificata, dall’altra, sono sempre più frequenti i casi di licenziamento di donne, che hanno cumulato formazione ed esperienza, alla fine del periodo di protezione della maternità.

 

Misure a sostegno delle famiglie

In questo senso l’OCST accoglie con favore le misure contenute nel messaggio recentemente proposto dal Consiglio di Stato.

Tra le modalità di sostegno ai genitori che lavorano nella cura dei figli, figurano certamente i nidi d’infanzia, le famiglie diurne e i centri extrascolastici. In questo ambito, due sono le preoccupazioni del sindacato: che i salari e le condizioni di lavoro del personale siano adeguati, e che le famiglie non debbano sopportare delle rette troppo onerose.

Il pacchetto di misure sociali proposte, permette di compiere un primo passo in questa direzione. Gli importi messi a disposizione consentiranno di aumentare in una certa misura il contributo cantonale per le strutture di accoglienza extrafamiliare. Questo contributo deve tradursi in un miglioramento delle condizioni salariali per chi opera in queste strutture. Il fatto che questa misura venga sostenuta con il contributo delle aziende, risponde in parte all’iniziativa parlamentare che Nadia Ghisolfi aveva inoltrato al Consiglio di Stato, per un maggiore finanziamento delle strutture. Resta il nodo del finanziamento da parte dei Comuni, spesso ancora disordinato e distribuito in modo disomogeneo; un coordinamento di queste risorse consentirebbe una distribuzione più equa, a beneficio dei salari e delle rette.

L’OCST ritiene che nell’ambito della protezione delle lavoratrici e dei lavoratori di questo settore, sia assolutamente necessaria l’introduzione di un contratto collettivo per il personale che garantisca livelli salariali e condizioni di lavoro adeguate alla rilevanza e alla delicatezza del compito svolto. Inoltre ciò va nella direzione della decisione del Gran Consiglio di vincolare l’erogazione di contributi pubblici all’esistenza di un contratto collettivo (mozione Jelmini-Guidicelli). Queste strutture, infatti, ricevono un aiuto del Cantone e, spesso, anche dei comuni. È quindi importante che sia garantita la tutela del personale, oltre che, come già oggi accade, la qualità del servizio.

L’OCST giudica positivo anche il sostegno alle famiglie con redditi bassi per il pagamento della retta. Questa misura, per come è concepita, sarà rilevante specialmente per le famiglie monoparentali, nelle quali il reddito di un singolo genitore è spesso insufficiente a coprire i costi necessari di una struttura di sostegno.

Il congedo maternità concesso in Svizzera è troppo breve e molti studi segnalano come sarebbe importante che la madre potesse stare accanto al figlio almeno fino al sesto mese di vita del bambino. Interpretiamo quindi l’assegno parentale, come un sostegno in questo senso, per esempio per compensare, seppure in misura limitata, il reddito perso per l’ottenimento di un congedo non pagato.

 

Riforma fiscale

Sulla riforma fiscale l’OCST propone alcune riflessioni. Il sistema della concorrenza fiscale intercantonale non è convincente perché può innescare un circolo vizioso che spinge, per accaparrarsi i contribuenti, ad abbassare artificialmente le imposte e, di conseguenza, rischia di togliere le risorse che lo Stato può investire per il benessere dei suoi cittadini. Tuttavia questo sistema è stato sostenuto dal popolo svizzero e ciò non può essere ignorato. Quanto propone il messaggio sembra mantenersi in un equilibrio che, per evitare la fuga dei contribuenti, non cade nell’eccesso della concorrenza a tutti i costi; tanto più se inserito nel contesto della prevista abolizione dello statuto speciale delle società multinazionali che sembra essere imminente per evitare la discussa entrata della Svizzera nella lista nera dell’UE.

L’OCST inoltre chiede alla Commissione parlamentare che sta esaminando la Riforma un segnale di sostegno al ceto medio: che gli sgravi per i patrimoni elevati delle persone fisiche siano concessi anche a chi ha una sostanza inferiore a 1,4 milioni di franchi, spesso la casa, per compensare il recente aumento del valore di stima degli immobili.

L’OCST segnala inoltre che l’impatto delle misure a sostegno delle start up sembra essere piuttosto limitato e auspica che in un prossimo futuro vengano prese misure a più ampio raggio. Bisogna considerare che sono le imprese innovative, quelle che guardano al futuro, che garantiranno il mantenimento o la crescita dell’occupazione sul lungo termine. Non si può non considerare, infatti, che il nostro mercato del lavoro subisce un costante cambiamento dovuto all’innovazione tecnologica e all’automazione, oltre che al ridimensionamento di alcuni settori, come quello finanziario.

L’OCST vuole infine ribadire che il sostegno a questo messaggio verrà confermato unicamente se quanto previsto dalle misure sociali non verrà in alcun modo limitato.