La serpentinite, una roccia dall’aspetto molto simile al marmo, non è più commercializzata in Svizzera perché può contenere fibre di amianto. Chi interviene su parti di edifici o manufatti che la contengono deve adottare particolari misure di protezione. Chi lavora nel settore lapideo sa che l’amianto è un minerale naturale e che può essere contenuto in determinate rocce. Non tutti sanno però che anche la roccia serpentino può essere amiantifera. Questa roccia, dal colore verde intenso o rossastro, è molto apprezzata nel settore edile e nell’artigianato artistico come prodotto ornamentale. Infatti veniva impiegata per rivestire le facciate degli edifici, per realizzare piastrelle per pavimenti, lapidi o sculture. Oggi in Svizzera non è più consentito mettere in commercio manufatti realizzati a partire da serpentinite amiantifera.

Largo superamento dei limiti

Anche se il divieto generale sull’uso dell’amianto è in vigore in Svizzera dal 1990, in un primo tempo la serpentinite non era sul banco degli accusati. Solo successivamente, grazie al perfezionamento di alcune tecniche di misurazione, la Suva ha riscontrato che la lavorazione di questa roccia comportava un chiaro superamento dei valori MAC in termini di concentrazione di fibre di amianto aerodisperse. «Nel caso della serpentinite si arriva a sfiorare 10 000 fibre di amianto inalabili per metro cubo d’aria» dichiara Stefan Scherer, igienista del lavoro alla Suva. Chi lavora questa roccia senza le dovute precauzioni, mette in pericolo la propria salute. 

«Se la serpentinite non si tocca, non ci sono rischi» precisa Scherer. L’amianto è infatti inglobato nella roccia. Non esiste un obbligo di bonifica, ossia di rimuovere questa roccia. Se invece occorre riparare o sottoporre a manutenzione un edificio o una scultura, a seconda del tipo di intervento, c’è il rischio che si disperdano nell’aria delle fibre di amianto che poi finiscono per essere inalate sotto forma di polveri. Alcune lavorazioni a rischio sono la bocciardatura (es. scale), il risanamento di rivestimenti per pavimenti o il rifacimento delle iscrizioni sui monumenti. In questi casi le categorie professionali interessate sono i marmisti, gli scultori, i piastrellisti e i fumisti.

Attenzione alle polveri!

«Nei casi appena citati è necessario adottare opportune misure di protezione» sottolinea Scherer. La Suva, in collaborazione con alcune associazioni professionali, ha elaborato a tale scopo un nuovo opuscolo dal titolo «Serpentinite contenente amianto - Regole vitali in caso di lavorazione». Tra le misure da adottare ricordiamo l’uso delle maschere antipolvere, l’aspirazione alla fonte, l’uso di tute di protezione con dispositivo di protezione delle vie respiratorie negli ambienti di lavoro in condizioni di depressione. Se sono previsti lavori di levigatura o fresatura con elevata dispersione di fibre di amianto, è d’obbligo rivolgersi a ditte specializzate in bonifiche di amianto riconosciute dalla Suva.

Inoltre, è bene sottolineare che è necessario ottenere un’autorizzazione speciale dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) se si intende sostituire alcuni elementi danneggiati (es. piastrelle per pavimenti) con nuovi manufatti a base di serpentinite amiantifera. Scherer ricorda anche che al termine dei lavori in un locale chiuso è imperativo misurare la concentrazione di fibre di amianto e ottenere il via libera per l’uso successivo del locale. Solo in questo modo si ha la prova di non mettere in pericolo la salute dei futuri occupanti.

Serpentinite contenente amianto: come riconoscerla 

Esistono diverse forme di serpentinite: allo stato naturale si presenta per lo più di colore verdognolo o grigiastro, una volta lucidata assume una colorazione verde intenso o rossiccia; può presentare venature, un effetto marmorizzato oppure avere un aspetto omogeneo. Compare a volte anche nelle pietre artificiali come additivo. Reperibile con nomi commerciali molto diversi tra loro, soprattutto per un profano è difficile capire che si tratta di serpentinite. Se si ha bisogno di un’assistenza competente in materia è opportuno contattare l’Associazione svizzera della pietra naturale (NVS) che su questo problema ha anche attivato un indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Perché l’amianto è pericoloso? 

L’amianto è un minerale fibroso che può diventare pericoloso una volta che si diffonde nell’aria e viene inalato. Anche a basse concentrazioni nell’aria può favorire l’insorgere di malattie dell’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare e tumore della pleura). Queste malattie possono insorgere a distanza di 15-45 anni dalla prima inalazione e il rischio di ammalarsi aumenta con la durata dell’esposizione e con la sua intensità.

 

Altre informazioni

Opuscolo «Serpentinite contenente amianto - Regole vitali in caso di lavorazione», codice Suva 84072.i, www.suva.ch