Il tema del degrado del mondo del lavoro è purtroppo d’attualità e numerosi sono i casi di abuso che hanno colpito il nostro Cantone negli ultimi anni. In questo contesto sono molte le possibili proposte che gli attori, impegnati nella lotta contro coloro che sono stati soprannominati i «criminali della libera circolazione», hanno portato all’attenzione della politica cantonale e federale.
Tra queste vi è quella della creazione di un’équipe di Polizia dedicata agli abusi sul lavoro. Il portale LiberaTV già nel 2015, in una lunga intervista al Procuratore Generale Jonh Noseda, aveva lanciato il tema della creazione di una «brigata del lavoro». Ne seguì un’intervista al Ministro delle Istituzioni Norman Gobbi che, sempre sul portale Libera TV affermò: «Ne ho parlato sia con il PG Noseda, sia con il comandante Matteo Cocchi, ed entrambi sono favorevoli. Credo che di fronte a casi sempre più frequenti di abusi o gravi violazioni delle leggi, casi che mettono a rischio la nostra pace sociale e le dignità del lavoro, lo Stato debba rispondere con una misura forte e chiara. Creare un’équipe del lavoro coordinata dalla Polizia cantonale avrà a mio avviso anche un effetto deterrente nei confronti di chi pensa che il Ticino sia una terra di conquista senza regole».
In data 17 luglio 2015 abbiamo quindi interrogato il Consiglio di Stato chiedendo a che punto fosse la proposta del Ministro delle Istituzioni. La risposta, purtroppo negativa, è giunta il 4 maggio 2016. Il Governo non ha voluto assecondare la proposta ritenendo «che senza dover investire tempo e risorse, anche finanziarie, nella creazione di un’ulteriore Sezione, il consolidamento della struttura organizzativa esistente permetta di raggiungere gli obiettivi specifici preposti e le intenzioni formulate a suo tempo dal Direttore del Dipartimento. Attraverso essa, e segnatamente mediante controlli incisivi, il Consiglio di Stato dà, come da voi richiesto, signori Deputati, una risposta forte e chiara a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori e delle datrici e dei datori di lavoro onesti che rispettano le leggi, e sono la maggioranza, e rivolge un monito a coloro i quali credono di poterle infrangere impunemente».
Purtroppo la realtà chiede di più di quanto finora attuato e grande è la preoccupazione di tutti coloro che si trovano ad operare quotidianamente nel mercato del lavoro ticinese. Ne sono una conferma le numerose denunce portate all’attenzione dell’autorità cantonale e della magistratura dai colleghi di OCST come pure l’intervento degli scorsi giorni del sindacato Unia ripreso da TeleTicino. Fallimenti pilotati, caporalato e lavoro nero sono ormai all’ordine del giorno e meritano una risposta forte e chiara! 
Questa situazione chiede allo Stato un maggior impegno tramite una diversa organizzazione e pertanto si rende necessaria la richiesta volta al Consiglio di Stato affinché vengano istituite:
• una Sezione del lavoro all’interno della Magistratura e 
• una Brigata del lavoro all’interno della Polizia Cantonale.
 
Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini