Venerdì 24 giugno si è svolta una conferenza stampa congiunta OCST-Unia in cui sono state illustrate svariate problematiche del settore facendo pure il punto della situazione per quanto concerne le trattative per il rinnovo del CCL. Nel settore sono attualmente impiegati circa 1’500 lavoratori (1’200 circa se calcoliamo esclusivamente gli impieghi fissi).

Le problematiche

Come ormai noto per l’edilizia più in generale, anche il gesso non viene risparmiato dalle medesime problematiche. La libera circolazione infatti ha aumentato la pressione sui salari e la concorrenza. Inoltre anche qui ritroviamo un boom della categoria con il salario minimo più basso (manovale, +130% negli ultimi 4-5 anni). A conferma di ciò vi è che la media salariale è scesa da circa 46mila CHF annui a 34mila, allo stesso tempo però la massa salariale è aumentata… Per non farci mancare nulla si aggiunge pure la presenza di contratti part-time ma con impiego effettivo del 100%. È inoltre un settore molto appetibile per le agenzie interinali.

Le proposte di ATMG per il rinnovo del CCL

Il CCL cantonale è in scadenza a fine anno e l’Associazione ticinese mastri gessatori (ATMG) ha proposto, nel mese di dicembre dello scorso anno, delle condizioni assurde per il rinnovo. Giusto per citarne alcune: taglio netto del 10% dei salari minimi, introduzione di una classe salariale inferiore a quella del manovale (garzone, 18 CHF all’ora, abolito 30 anni fa!), aumento del tempo di viaggio a carico dei lavoratori, taglio dell’indennità pranzo ecc. I sindacati hanno ovviamente rifiutato queste proposte, ritenendole una pura provocazione.

L’assemblea del 23 giugno

In un’assemblea indetta il giorno prima della conferenza stampa, 168 lavoratori hanno espresso il proprio dissenso per quanto proposto da ATMG. I presenti erano molto determinati «come non accadeva da tempo» afferma Paolo Locatelli. Più volte nei discorsi dei lavoratori è uscita la parola «dignità». Al termine è stata pure votata una risoluzione consegnata poi a ATMG, nella quale si chiede a quest’ultima di ritirare le proposte fatte e di riprendere immediatamente le trattative per il rinnovo. I presenti si sono inoltre detti disponibili per una eventuale giornata di astensione dal lavoro in autunno. Il giorno seguente è stata consegnata pure una petizione, sottoscritta da 700 lavoratori del settore.

Le controproposte sindacali

Nella risoluzione dell’assemblea erano contenute le controproposte sindacali, atte a migliorare il settore e provare a risolverne i problemi. Ne citiamo qualcuna: abolizione della classe del manovale, automatismo nel passaggio di classe (dopo 2 anni di esperienza nel ramo), riconoscimento dei diplomi e dell’esperienza maturata all’estero per determinare il minimo di categoria, mantenimento della categoria salariale assegnata anche in caso di cambio di azienda, regolamentazione del numero di non qualificati in azienda, regolamentazione severa per il subappalto, ecc. Si vorrebbe inoltre una severa regolamentazione dei contratti a tempo parziale, che dovrebbero essere avvallati dalla CPC e recanti le indicazioni dei giorni di lavoro e gli orari, al fine di permettere un migliore e più efficace controllo.

Vuoto contrattuale: rischio concreto

Nel caso in cui le parti non dovessero giungere a un’intesa, il rischio di vuoto contrattuale a partire da gennaio 2017 è concreto. ATMG potrà dare disdetta 3 mesi prima della scadenza del CCL. In questo caso le ripercussioni saranno pesanti, non solo per quanto concerne i minimi salariali che andrebbero a cadere, ma si perderebbe pure il pensionamento anticipato (attualmente a 62 anni). Si andrebbe insomma verso una «lombardizzazione» del settore.

G.Donini