Da anni ormai, siamo abituati ad aziende della vicina Penisola che si spostano, o che spostano parte delle proprie società, nel nostro Cantone. I motivi di questi trasferimenti sono ben noti: la burocrazia meno invadente, la stabilità politica e anche la fiscalità attrattiva.
Questa volta invece Elcotherm Termogamma, che dal 2006 è stata assorbita dal colosso italiano Ariston Thermo Group (guidata dalla famiglia Merloni che conta oltre 6’700 dipendenti in tutto il mondo con un fatturato di oltre 1.4 miliardi di Euro) ha fatto il percorso inverso. L’azienda, leader a livello europeo nella fabbricazione di termopompe, ha infatti deciso di traslocare il reparto Ricerca e Sviluppo in Italia, così da sfruttare gli incentivi che la vicina Regione Lombardia ha deciso di stanziare per le nuove aziende attive in questo campo.
Per quanto riguarda il reparto «produzione», giungono rassicurazioni dalla direzione che non vi è nessuna volontà, almeno a breve termine, di voler «traslocare» dal Borgo rivierasco. Non ci sono motivi, a dire della direzione, per cui l’azienda dovrebbe trasferire la produzione dal Canton Ticino, considerato che il mercato in questo settore si sviluppa soprattutto nel Nord dell’Europa e quindi la posizione attuale è strategicamente appagante. 
Nonostante le rassicurazioni date alle maestranze, incontrate in assemblea dal nostro sindacato prima delle festività, vi è il timore per il futuro aziendale. 
Il nostro sindacato rimane vigile sull’evolversi della situazione nella speranza di non dover più assistere, dopo il numeroso calo dell’occupazione avvenuto a seguito dei fallimenti di alcune aziende delle Tre Valli (ad esempio: OEMB di Giornico, Falegnameria Gut di Piotta e Airlight di Biasca), ad un’ulteriore perdita di posti di lavoro.
 
Claudio Isabella