Storia

Semplifichiamo. La rivoluzione industriale in Europa avviene all’inizio senza leggi o regole da rispettare, e  i lavoratori per molto tempo – pur costruendo il benessere della moderna società capitalista - vivono e lavorano in situazioni difficili, spesso di sfruttamento. Poi grazie alle lotte del movimento sindacale le condizioni del mondo del lavoro migliorano, e il boom economico del dopoguerra favorisce un miglioramento del livello di vita generale. 

Nel periodo fra le due guerre mondiali le vacanze pagate sono ancora un lusso, e i contratti collettivi di lavoro, a loro volta ben poco generalizzati, oltre alle feste comandate prevedono poco o niente a proposito. È grazie al lavoro e alle pressioni dei sindacati che negli anni Trenta i lavoratori iniziano a vedersi finalmente concedere alcuni giorni di vacanza. Ma c’è un altro problema: viaggiare e alloggiare al mare o in montagna costa, di fatto è ancora riservato ai borghesi.

«La più grave e inspiegabile sciagura mineraria nella storia del Ticino stronca la vita di 15 minatori italiani e 2 vigili del fuoco ticinesi» così titolava il nostro periodico 50 anni or sono. L’edizione è quella del 19 febbraio 1966, pochi giorni dopo la sciagura di Robiei (15-16 febbraio). Sul posto per l’OCST si recarono il vice segretario cantonale Naldo Pedroni e il segretario regionale di Faido Luigi Cadra.

Lunedì 9 novembre nell’Aula multiuso della Facoltà di Teologia di Lugano ha avuto luogo il secondo incontro del ciclo di conferenze «Il lavoro dell’uomo» dal titolo «Dal conflitto alla partecipazione, fini e linee di evoluzione della rappresentanza dei lavoratori». Il prossimo incontro, dal titolo «La costruzione del benessere: attori sociali e Stato nella formazione del sistema di welfare», si terrà lunedì 14 dicembre.

Alta valle di Saas, presso Saas-Almagell, vicino a Saas-Fee: 30 agosto  1965, alle 17.15 parte del ghiacciaio dell’Allalin si stacca e travolge le baracche che ospitavano i lavoratori impegnati nella costruzione della diga del Mattmark. I morti furono 88. Fu una delle tragedie del lavoro più tragiche della Svizzera. Circa 600’000 metri cubi (secondo altre fonti furono 1 milione, altre ancora parlano di 2 milioni) si staccarono dal ghiacciaio travolgendo il campo di lavoro composto da prefabbricati di quello che era considerato uno dei più grandi cantieri idroelettrici del tempo.