La succursale ticinese della Piaggio Vespa BV, società olandese del gruppo Piaggio, chiuderà presto i battenti. La notizia che era nell’aria da un po’ di tempo, è stata formalizzata nel mese di febbraio di quest’anno, quando, tra l’altro, si concentra il picco del lavoro. È stata quindi avviata una procedura di consultazione, che ha coinvolto l’OCST, durante la quale il sindacato e i dipendenti hanno presentato delle proposte per scongiurare la chiusura o almeno ridurre l’impatto sul personale.

La succursale ticinese funge da centro servizi di Piaggio per l’intero mercato europeo. Da qui vengono gestite tutte le pratiche e le problematiche relative alla gestione degli ordini, Front Office, Back Office e recupero crediti.
Negli ultimi anni si era formata una squadra altamente qualificata che poteva contare su personale multilingue in grado di gestire le pratiche in tutta l’Europa, con grande soddisfazione dei clienti e dei partner che trovavano personale attento alle loro peculiarità culturali e linguistiche, e un’efficienza difficilmente esportabile in altre sedi.
Questi aspetti non sono però risultati sufficienti per il Gruppo Piaggio che, alla fine del periodo di consultazione, ha comunque confermato la decisione di trasferire in Italia l’intera attività, per la sola logica della «riduzione dei costi», (come se privarsi di un servizio strategico per l’intero mercato europeo non comporterà poi, di fatto, una perdita!).
Dei 27 dipendenti in forza alla succursale, 21 hanno ricevuto la lettera di disdetta per il 30 giugno, 4 hanno fortunatamente già trovato una nuova collocazione.
La direzione del Gruppo Piaggio, su richiesta di OCST, ha presentato, in prima istanza, un piano sociale che senz’altro favorisce in maniera importante la ricollocazione del personale, offrendo anche la possibilità di trasferimento in altre sedi del Gruppo ed il supporto di un’azienda qualificata nell’outplacement.
Tuttavia il piano proposto non tiene conto di altri aspetti importanti, primo dei quali il riconoscimento economico al personale che sta gestendo i disagi relativi al trasferimento, sta garantendo la continuità del servizio, ma sta anche affiancando e formando coloro che da luglio prenderanno il loro posto in Italia. Tutto questo nel mese di marzo, il mese di carico maggiore in cui in tutti i punti vendita d’Europa ci si prepara all’arrivo della bella stagione! Nessuna menzione, inoltre, per coloro che nonostante tutto si troveranno il 30 giugno ancora senza occupazione!
Nell’assemblea del 15 marzo scorso i dipendenti hanno manifestato tutta la loro delusione per quanto proposto dall’azienda, e hanno dato mandato a OCST di preparare una controproposta, che è stata puntualmente inoltrata alla direzione del Gruppo Piaggio il 20 marzo.
Il sindacato chiede in sostanza che, oltre alle misure per il ricollocamento, venga previsto un adeguato indennizzo per coloro che non dovessero trovare un’altra occupazione, che tenga conto dell’anzianità di servizio, del carico familiare e di eventuali disagi che potrebbero incombere in conseguenza della chiusura aziendale.
I dipendenti della succursale ticinese della Piaggio Vespa BV sono inoltre intenzionati a far sentire la propria voce per ottenere un piano sociale degno di questo nome: chi ha dato tanto e tanto ha messo in gioco per l’azienda non può essere lasciato a piedi così!

Alberto Trevisan