Apprendisti frontalieri... I timori prendono corpoGli indizi raccolti alcuni mesi orsono stanno prendendo consistenza. Vanno infatti assumendo una dimensione non trascurabile i casi di giovani frontalieri ultraventenni

con una concreta esperienza professionale alle spalle, che vengono assunti in Ticino quali apprendisti.

L’OCST intende perciò chiedere un incontro con la Divisione della formazione professionale, allo scopo di valutare in modo approfondito questa tendenza che va insinuandosi soprattutto in alcune professioni artigianali.

Gli interrogativi che solleva non sono insignificanti. E’ in primo luogo tangibile il pericolo che le ditte più spregiudicate utilizzino questo espediente per avere a disposizione manodopera dotata di una certa conoscenza del mestiere ma, figurando quale apprendista, retribuita per alcuni anni in misura molto inferiore ai salari minimi contrattuali.

Possono inoltre ritrovarsi sfavoriti i giovani locali che al termine della scolarità desiderino intraprendere un tirocinio in queste professioni. Si troverebbero penalizzati dalla diretta concorrenza di giovani che dispongono già di una parziale esperienza  professionale.

Non si tratta per nulla di erigere barricate insensate contro la presenza di apprendisti frontalieri. Il loro apporto può rivelarsi utile e persino prezioso nelle categorie che non riescono a reclutare un numero sufficiente di giovani.

Laddove risponde a fini speculativi, l’assunzione di giovani frontalieri - disposti del resto a qualsiasi collocazione pur di reperire un lavoro che faticano a trovare oltre confine - va però contrastata con fermezza.

L’OCST auspica perciò che con il coinvolgimento della Divisione della formazione professionale si possa evitare di immettersi su una traiettoria di sfruttamento della manodopera frontaliera, che può ledere le prospettive di formazione dei giovani locali e che inietta nel tessuto delle imprese un fattore di concorrenza sleale.

Questo pericolo non può lasciare indifferenti nemmeno le associazioni padronali delle categorie interessate, che l’OCST auspica di potere parimenti coinvolgere in un comune confronto con la Divisione.

OCST - Segretariato cantonale - M. Robbiani