La Svizzera soffre, come altri paesi, di mancanza di personale qualificato. La diagnosi è chiara e interpella le parti sociali affinché si metta in atto una strategia per consentire a tutti i settori dell’economia di soddisfare il fabbisogno di manodopera formata.

Le ragioni di questa carenza di personale, oltre che demografiche, sono da imputare all’uscita anticipata di molti dal mercato del lavoro dovuta in primo luogo a problemi di salute, e al tasso di occupazione femminile che, sebbene in crescita, si mantiene basso, soprattutto in Ticino. La tendenza per molte donne formate è infatti quella di abbandonare l’attività professionale con la nascita dei figli, per un’oggettiva difficoltà nel conciliare la vita familiare, densa di responsabilità e impegni, con quella professionale. Per cercare di invertire questa tendenza e valorizzare le competenze acquisite, bisogna creare le condizioni affinché i dipendenti non abbandonino la professione e favorire il rientro al lavoro di chi ha deciso di interromperlo. Per realizzare questi obiettivi molto si gioca su due piani:

- una pianificazione del lavoro più flessibile;

- l’introduzione di condizioni innovative che permettano, in particolare alle lavoratrici-madri, di conciliare il lavoro con gli impegni familiari.

Ecco le proposte che formula l’OCST:

- Promuovere d’intesa con i partner interessati un’analisi conoscitiva per approfondire i motivi di abbandono della professione e verificare quali condizioni potrebbero favorire una ripresa dell’attività dopo la nascita di un figlio.

- Misure organizzative: favorire l’impiego a tempo parziale (anche con un grado di occupazione inferiore al 50%); congedo non retribuito per maternità fino a 18 mesi; garantire la possibilità di ripresa del lavoro a tempo parziale e con modelli flessibili; favorire la creazione di servizi di accoglienza per i bambini (asili-nido, mamme diurne eccetera).

- Miglioramenti delle condizioni di lavoro:introdurre nei contratti collettivi di lavoro il diritto a 20 settimane di congedo per maternità (con salario intero) e a 4 settimane per il padre; introdurre un contributo per il pagamento della retta dell’asilo-nido o del servizio di cura del figlio.

- Studio di nuovi modelli: congedo per maternità supplementarea un salario inferiore; favorire il rientro nella professione tramite, per esempio, i corsi professionali per aggiornare le competenze; introduzione dell’orario annuale e/o flessibile; miglioramento della mobilità professionale, permettendo al personale femminile di essere occupato (per un periodo determinato) anche in funzioni/servizi diversi da quelli in cui era occupato prima della maternità.

Leggi l'articolo sul GDP: http://www.gdp.ch/notizie/ticino/aver-figli-e-lavorare-locst-va-allattacco-id48833.html

 

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