Il Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino ha presentato il progetto di riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione, ovvero l’ente cantonale che gestisce le richieste dei permessi di lavoro per i frontalieri, i dimoranti e i domiciliati (permessi G, L, B e C). Fino ad oggi infatti questi lavoratori per poter ottenere il permesso erano tenuti a presentarsi fisicamente presso gli sportelli del Servizio regionale per stranieri portando con sé vari documenti. Con questo progetto si prevede invece la chiusura di quest’ultimi, la digitalizzazione del sistema e controlli supplementari in polizia. La procedura di richiesta dei permessi di lavoro è quindi destinata a cambiare profondamente, con alcune differenze sostanziali a seconda della tipologia di permesso.

· Permessi per frontalieri dipendenti (G) e permessi di domicilio (C).

A partire dal prossimo aprile, le richieste di rilascio o rinnovo dei permessi per i frontalieri dipendenti e i domiciliati (C) verranno gestite completamente online. Il lavoratore non dovrà più presentarsi presso gli sportelli del Servizio regionale per stranieri, i quali verranno appunto chiusi (alcuni subito in aprile, altri da settembre); si dovrà invece scaricare dal web il modulo di richiesta del permesso, compilarlo seguendo le indicazioni ivi contenute e quindi re-inoltrarlo con i vari allegati per via informatica all’Ufficio della migrazione. Fatto questo, il lavoratore dovrà poi presentarsi presso una delle sedi della Polizia cantonale per un controllo personale del documento d’identità.

 · Permessi per frontalieri indipendenti (G) e permessi di dimora (B).

I lavoratori che richiederanno il permesso di dimora B (così come i frontalieri indipendenti, ovvero che intendono aprire un’attività in proprio in Ticino), oltre a dover effettuare la procedura online, verranno poi contattati per un colloquio personale presso un apposito ufficio di Lugano per verificare le reali intenzioni del soggiorno.

Il governo ticinese ha giustificato queste misure come un tentativo per ridurre i tempi di attesa eliminando le code agli sportelli, tagliare le spese di gestione e vigilare maggiormente contro i casi di falsi dimoranti che si sono verificati negli ultimi anni. Dietro queste buone intenzioni, si nascondono però alcune perplessità che non si possono tacere. La chiusura degli sportelli, se da una parte agevola i lavoratori eliminando le code, dall’altra mette in difficoltà coloro che avranno bisogno di assistenza per la compilazione dei moduli. Il Governo cantonale si è affrettato a dire che verrà predisposto un apposito contact-center e che il polo di Bellinzona resterà aperto per informazioni, tuttavia queste misure rischiano di non bastare. Per questa ragione il nostro sindacato non mancherà di assistere i lavoratori che avranno necessità di un aiuto pratico. L’obbligo poi di presentarsi in polizia caricherà il lavoratore di un onere supplementare; ci si chiede quale senso abbia “risparmiare” al lavoratore la coda presso gli sportelli per stranieri per poi costringerlo comunque a doversi presentare in polizia: di fatto le code non spariranno, ma verranno solamente spostate da un ufficio ad un altro. La stessa polizia cantonale ha già manifestato il proprio dissenso per questa decisione che francamente ci convince poco. In attesa di maggiori dettagli, l’Ufficio frontalieri OCST resta a disposizione dei propri associati per approfondimenti o quesiti.

Andrea Puglia, Resp. Ufficio frontalieri.