Ambrosetti Ruote SA: ORA INTERVENGONO LE PARTI CONTRAENTII sindacati UNIA e OCST hanno denunciato una violazione sull’applicazione del Contratto collettivo della metalmeccanica da parte della direzione Ambrosetti Ruote SA

direttamente all’associazione padronale Swissmem, in seguito all’indifferenza dell’azienda di fronte alle formali richieste dei dipendenti e della commissione del personale della presenza dei sindacati alle trattative.

Per questa ragione i sindacati UNIA e OCST comunicano che nei confronti di Ambrosetti Ruote Sa è stata avviata la procedura in caso di divergenza d’opinione tra le parti contraenti come prevede il contratto collettivo della metalmeccanica in cui si chiede l’apertura di un tavolo di trattativa a livello nazionale rispetto alle gravi violazioni contrattuali perpetrate dall’azienda nelle ultime settimane.

Come è noto, dopo aver interrotto le discussioni con le organizzazioni sindacali, la direzione di Ambrosetti Ruote Sa ha intavolato direttamente delle trattative con parte della commissione del personale. Questo nonostante i dipendenti a più riprese abbiano richiesto l’intervento delle organizzazioni sindacali sia attraverso un mandato assembleare sia con una petizione sottoscritta e firmata dalla larga maggioranza del personale.

Ricordiamo che l’azienda chiede al personale modifiche generali dei salari e deroghe alla durata normale di lavoro per una decurtazione complessiva del 17.2% per i dipendenti frontalieri e 9.7% per dipendenti residenti. Ulteriore pressione nella discussione è stata introdotta con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per tutti i 104 dipendenti, allo scopo di forzare la mano per arrivare a ottenere un accordo. I licenziamenti, di fatto, sono preannunciati non tanto per una difficoltà economica, ma come pretesto per diminuire i salari attuali, in quanto sicuramente la quasi totalità dei dipendenti verrà riassunta con nuovi contratti.

I sindacati UNIA e OCST, con l’accordo della commissione del personale e dei dipendenti hanno perciò deciso di denunciare questa situazione inaccettabile all’istanze nazionali previste dal contratto collettivo di lavoro, con l’intenzione di aprire un tavolo negoziale serio e trasparente, che possa mettere in luce la reale necessità aziendale e porre fine alle pressioni che si stanno realizzando in azienda.