L’assemblea del sindacato OCST del settore energetico ha approfondito e analizzato l’attuale difficile situazione in cui si trova il settore idroelettrico ticinese.

 Se da una parte esprime soddisfazione per il rinnovo, seppur con alcuni sacrifici, del contratto collettivo di lavoro per i dipendenti di AET, dall’altra esprime preoccupazione per i preannunciati piani di ristrutturazione presso le officine idroelettriche della Maggia SA e di Blenio SA. Secondo quanto reso noto recentemente si prevede una riduzione di 35-40 posti di lavoro che in parte, nella misura di 10-15 unità, saranno presumibilmente trasferiti all’AET.

Questa ristrutturazione è particolarmente dolorosa poiché tocca posti di lavoro situati nelle nostre valli e quindi quanto mai preziosi. Non si può non sottolineare come le valli che hanno sacrificato le loro acque a favore delle Partnerwerke, che a loro volta hanno creato ricchezza principalmente trasferita oltre Gottardo, ora si vedono penalizzate con la perdita di possibilità occupazionali che erano prioritariamente destinate a residenti nelle valli stesse.

A ciò si aggiunge la possibile rimessa in discussione del livello dei canoni d’acqua, che avrebbe una diretta ripercussione sulle finanze del cantone e dei comuni. L’OCST aggiunge quindi la sua voce alle prese di posizione del mondo politico ticinese chiedendo una particolare attenzione a questo settore. Attenzione che si dovrà anche esprimere attraverso una stretta collaborazione tra tutti gli attori del settore, produttori e distributori di energia, affinché si arrivi a privilegiare la distribuzione dell’energia prodotta in Ticino.

L’OCST dichiara pure la sua diponibilità ad accompagnare i lavoratori di Ofima e Ofible nell’ambito delle annunciate ristrutturazioni per cercare di limitare al massimo i licenziamenti e per mettere in atto tutte le misure possibili per attenuarne le conseguenze sui lavoratori.