I sindacati OCST e Syndicom hanno organizzato oggi un sit-in davanti alla ditta Südpack di Bioggio, per protestare contro la politica intrapresa dall’azienda, che mira a non rinnovare il Contratto collettivo di lavoro e ad estromettere i sindacati senza alcuna discussione, e nonostante la volontà espressa dai dipendenti.
 
 
Come segnalato in un comunicato congiunto la scorsa settimana l’azienda si è pure rifiutata di partecipare all’incontro organizzato dall’Ufficio di cantonale di conciliazione presieduto dall’on. Christian Vitta: un segnale di totale mancanza di rispetto per le nostre istituzioni e per il partenariato sociale.
 
Con questa iniziativa i sindacati hanno chiamato in causa la società civile, la politica e la gente comune per manifestare il proprio dissenso.
 
I rappresentanti del sindacato ricordano l’importanza del partenariato sociale e del dialogo cui l’azienda ha deciso di rinunciare in modo unilaterale come se fosse un inutile fardello, un ramo secco da potare per rendere l’azienda più efficiente.
 
A che gioco gioca la direzione che fa concessioni mai prese in considerazione prima e minaccia di sospendere importanti investimenti pur di togliere di mezzo i sindacati?
 
I sindacati sono disposti ad essere messi da parte solo ed esclusivamente se questa decisione emerge da una presa di posizione di maggioranza dei lavoratori. Ricordano infatti che i lavoratori sono stati consultati in due occasioni da OCST e Syndicom (in assemblea e tramite una votazione scritta) e hanno preso una posizione favorevole alla rappresentanza sindacale nonostante la direzione abbia dichiarato la sua intenzione di sospendere gli investimenti previsti nella sede in caso di rifiuto della sua proposta di regolamento aziendale.
 
La direzione non ammette la legittimità di queste votazioni.
 
I dipendenti hanno invece sostenuto quasi all’unanimità l’approvazione del regolamento aziendale nel corso di una consultazione che non prevedeva alternative: tra il regolamento aziendale e il nulla, i lavoratori hanno ovviamente scelto il regolamento aziendale.
 
I sindacati chiedono quindi nuovamente e con forza che si torni a votare, che la votazione sia segreta, non compromessa da minacce di disinvestimento e che il risultato, qualunque esso sia, venga riconosciuto dalla direzione. Qualora, in condizioni democratiche, i lavoratori decidessero di estromettere i sindacati, OCST e Syndicom sono disposti a tirarsi indietro.
 
I sindacati chiedono inoltre alla politica di intervenire affinché l’Ufficio cantonale di conciliazione diventi uno strumento davvero efficace di valorizzazione del dialogo tra le parti sociali di cui il nostro Cantone ha sempre più bisogno, e non resti un baluardo di buone intenzioni, ma sostanzialmente impotente e privo di qualsiasi strumento di incentivo per il raggiungimento della conciliazione.