Gestione del personale: per il Governo è sempre e solo una questione di costo! In un momento di difficoltà economica e nella necessità di attuare riforme strutturali che permettano di razionalizzare la gestione dei servizi resi alla popolazione,

sono proprio le risorse umane che possono fare la differenza, ma unicamente se vengono valorizzate e messe nelle condizioni di poter fornire un servizio con efficienza ed efficacia.

Il Sindacato OCST dei dipendenti dello Stato constata invece, con grande delusione, che questo Governo vuole fare di tutto affinché questo non avvenga gestendo il proprio personale solo come un fattore di spesa o, peggio ancora, una possibile fonte di guadagno!

È quanto sta avvenendo con il rinnovo della Legge Stipendi, un progetto del quale il Consiglio di Stato pare non aver colto l’importanza malgrado sia l’unica misura strutturale nella politica del personale degli ultimi decenni!

Purtroppo, nonostante l’impegno e la disponibilità che riconosciamo alla Sezione delle Risorse Umane, è da attribuire al Governo la mancanza di trasparenza e di condivisione nella definizione delle funzioni e questo rende impossibile dare una valutazione e sostenere con convinzione questo progetto.

Comprensibile il sospetto che aleggia tra i collaboratori dello Stato che, potendo unicamente giudicare i cambiamenti da scarne informazioni, temono in una impostazione improntata unicamente sul risparmio anziché sulla valorizzazione del pubblico impiego.

Ben pochi sanno come siano state ponderate le varie funzioni e questo poiché il Governo ancora non ha reso accessibile le informazioni su un progetto che dovrebbe prendere avvio fra meno di 4 mesi!

Anche l'ultima assurda decisione di aumentare i parcheggi la dice lunga su come il personale dello Stato rimane per il Governo un interessante salvadanaio e niente più!

Sia chiaro, non vogliamo garantire corsie preferenziali per i dipendenti dello Stato, ma qui qualcosa non quadra!

La legge prevede che un’azienda con più di 50 parcheggi paghi allo Stato una tassa e può avere una sua logica, benché da noi non condivisa, che questa tassa venga messa a carico dei dipendenti. Ma per quale incredibile logica, se non quella di fare cassetta sulle spalle del proprio personale, il Governo ha deciso di far pagare una tassa che lui non deve pagare?

A meno che non si voglia sostenere che lo Stato imponga a se stesso una tassa…

Ci auguriamo che l’effetto sospensivo deciso dal Tribunale federale possa essere l’occasione per rivedere una misura che non ha ragion d’essere e che calpesta il principio di equità di trattamento tra collaboratori penalizzando soprattutto quelli che giungono da zone periferiche e non hanno alternative all’auto privata.   

Fino a quando non si uscirà dal circolo vizioso di una gestione del personale improntata unicamente sul risparmio e addirittura su prelievi ingiustificati a carico dei collaboratori, sarà molto difficile poter contare sul proprio personale per migliorare la situazione e garantire in tempi difficili un servizio di qualità a favore della popolazione!

Ulteriori informazioni: Lorenzo Jelmini, sindacato OCST dei dipendenti dello Stato