La nuova Legge Stipendi è stata finalmente approvata dal Parlamento cantonale lunedì 23 gennaio. La decisione finale su questa riforma era stata rinviata a motivo di un emendamento finito in parità tra favorevoli e contrari nella seduta di dicembre.
 Lunedì il Gran Consiglio ha invece dato via libera all’introduzione delle nuove normative relative alla classificazione delle funzioni e alla nuova scala salariale.
Da parte nostra c’è soddisfazione nel vedere finalmente terminata la revisione di una legge che, come più volte ricordato, era necessaria per aggiornare la politica salariale alle attuali condizioni di lavoro, rivedere la classificazione delle funzioni, rendere l’impostazione più trasparente e fare un riordino tra le differenti funzioni presenti nell’amministrazione cantonale. Una revisione che purtroppo ha impiegato un tempo decisamente troppo lungo, considerato che il progetto, più volte sospeso e poi ripreso, è stato avviato più di 16 anni fa. 
Siamo pure soddisfatti perché sono stati approvati dal Parlamento emendamenti proposti e sostenuti in sede di discussione dai rappresentanti OCST che migliorano la legge a favore dei dipendenti. In particolare si è potuto potenziare le condizioni salariali in caso di malattia o infortunio, sono stati garantiti minimi salariali conformi alla Costituzione e sono stati mantenuti livelli salariali come quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro. Si è pure ottenuta la creazione di un fondo a favore dei necessari correttivi a beneficio di collaboratori che fossero penalizzati nel passaggio alla nuova scala salariale ed è stata istituita una Commissione paritetica che accompagnerà l’introduzione della legge.
Rimane ora da ultimare il lavoro per l’allestimento del Regolamento di applicazione alla LStip sul quale stanno lavorando la Sezione delle Risorse umane e i rappresentanti delle organizzazioni del personale. Uno strumento fondamentale tramite il quale già ora abbiamo ottenuto reali miglioramenti, correggendo gli stipendi iniziali per numerose funzioni e per oltre 700 dipendenti. 
Terminato l’iter per l’adozione della nuova legge occorrerà affrontare un altro capitolo fondamentale, quello del cambiamento culturale che la nuova impostazione, già avviata con la riforma della LORD, richiede. 
Sarebbe davvero peccato se ora il Governo cantonale non capisse l’importanza di abbandonare una gestione del personale improntata unicamente su misure di risparmio, impegnandosi per lo sviluppo e la valorizzazione della funzione pubblica e dei suoi collaboratori. Il Consiglio di Stato deve finalmente comprendere che il personale è la prima risorsa su cui bisogna investire se si vuole migliorare la qualità delle prestazioni a favore della popolazione e all’economia di questo Cantone.
 
Lorenzo Jelmini