Martedì 14 novembre 2017 alle ore 18.00, presso il Segretariato Cantonale OCST in via Balestra 19 a Lugano avrà luogo l'assemblea ordinaria del Sindacato OCST-docenti.

Considerando l’ultima versione del progetto di riforma scolastica denominato “La scuola che verrà” appaiono evidenti le importanti modifiche apportate rispetto alla formulazione precedente. Le novità introdotte recepiscono in effetti numerose critiche rivolte dal nostro sindacato e da altri enti sindacali e magistrali al modello in discussione, migliorandolo significativamente. Tuttavia, da un confronto diretto tra i contenuti del messaggio governativo 7339 del 5 luglio scorso e la presa di posizione dell’OCST-Docenti, emerge la sussistenza di rilevanti differenze.

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La scuola del cantone Ticino è stata costruita a tappe, partendo dalla situazione esistente alla fine dell’epoca dei baliaggi che aveva comunque garantito un discreto grado di alfabetizzazione (maschile) e una certa rete di scuole parrocchiali e comunali sul territorio. Il Cantone, pur in difficili condizioni finanziarie,  passa dalle scuole contrattuali a un sistema di scuole pubbliche obbligatorie  e l’azione di Stefano Franscini, fra gli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento, è decisiva. La scuola forma il cittadino e ha una funzione civica, patriottica, di “progresso”; a lungo è terreno di scontro fra liberali (scuola laica o laicista) e conservatori (scuola confessionale); il compromesso di fine secolo è all’insegna di una scuola sostanzialmente “neutra”. Anche la storiografia sulla scuola è a lungo partigiana, mentre recentemente è stato pubblicato un buon libro, a più voci, sulla storia della scuola pubblica da Stefano Franscini a Emanuele Bertoli. Il presente testo non vuole e non può certo essere completo, ma cerca solo di contribuire a inquadrare un po’ la situazione attuale della nostra scuola.

In merito al dibattito circa l’iniziativa popolare generica denominata “educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)” e al relativo controprogetto approvato dal Gran Consiglio, il Comitato dell’OCST-Docenti condivide alcune delle preoccupazioni degli iniziativisti e ribadisce l’importanza della civica quale elemento dell’educazione scolastica obbligatoria e post-obbligatoria dei giovani ticinesi.