Nella sede di Bedano saranno soppressi 13 posti di lavoro ma… sino ad oggi poca, per non dire nessuna, disponibilità a discutere un vero piano sociale. Nel frattempo ai dipendenti viene chiesto di lavorare… senza pensare al domani!

Si alle esternelizzazioni -  NO al piano sociale

L’OCST manifesta il più acuto sconcerto di fronte alla linea adottata dalla multinazionale Datamars che, nell’anno del suo 25mo compleanno, ha pensato bene di delocalizzare nella sua nuova struttura in Slovacchia il comparto produttivo e logistico di Bedano, tagliando così 13 posti di lavoro.
Come se non bastasse, nega ai propri collaboratori un doveroso accompagnamento e sostegno economico.
È questo il modello imprenditoriale di business che il leader mondiale per le soluzioni RFID(microchip ad alte prestazioni per i mercati di identificazione degli animali, bestiame e tessile) vuole mantenere in Svizzera?

Al fine di migliorare ulteriormente i margini abbassando ancor di più i costi aziendali, la direzione adotta un progetto di smantellamento della struttura produttiva e di logistica di Bedano. Le scelte vengono misurate solo dal profilo della redditività economica e, va da sé, in questa logica non rientrano le persone toccate dalla ristrutturazione.
L’OCST deplora la decisione di Datamars SA di non voler entrare nel merito di un piano sociale che, con particolare attenzione all’età, all’anzianità di servizio e al carico familiare dei singoli dipendenti, allievi le conseguenze del licenziamento. Un tipo di provvedimento che risulterebbe tanto più prezioso nell’odierno periodo di crisi economica e di accentuate difficoltà occupazionali.

La decisione di non aderire al Piano sociale è totalmente ingiustificata se si considerano gli utili conseguiti negli anni dal gruppo. È pure in netta contraddizione con la valorizzazione del personale che esibisce pubblicamente. Ancora recentemente nel comunicato stampa dello scorso 25 aprile Datamars si è pubblicamente impegnata a “ridurre al massimo l’impatto sui dipendenti con trasferimenti interni e prepensionamenti” ma poi, all’atto pratico nulla o poco più.
In contrapposizione all’arroganza della ditta, l’OCST ribadisce la rivendicazione di misure a sostegno dei dipendenti licenziati e si batterà per trovare una confacente soluzione a tal proposito, riservandosi di adottare le soluzioni che verranno di volta in volta convenute con le maestranze e facendo leva, se necessario, anche sulle istanze politiche cantonali.

Datamars si augura che ”i prosssimi 25 anni saranno ancora più interessanti dei primi”. Per dare più senso a tali proclami occorrerebbe che al personale sacrificato, a seguito di un trasferimento voluto, prima di tutto per fare ancora più utili, venga riservato tutto il necessario accompagnamento, in primis per la ricerca di un lavoro e, per coloro che non lo troveranno entro il termine di disdetta, per un necessario sostegno economico. Non possiamo permettere che tale scelta aziendale venga scaricata quasi completamente sugli ammortizzatori sociali (cassa disoccupazione e con il solo anticipo dell’AVS per due persone) misure in parte già finanziate dagli stessi dipendenti.
Ricordiamo inoltre che in passato è già stato “sfruttato” un altro ammortizzatore sociale. L’azienda ha infatti beneficiato di misure di orario ridotto nell’ambito dell’assicurazione disoccupazione e, nel campo dell’innovazione e sviluppo di nuovi prodotti, del relativo sostegno economico proprio con il fine di salvaguardare l’occupazione e di proporre il made in Ticino.

Posti di lavoro che oggi, in parte, vengono impunemente cancellati.

L’OCST chiede che Datamars riservi ai suoi dipendenti licenziati, che negli anni hanno contribuito a raggiungere i buoni risultati del gruppo, una sensibilità e una considerazione almeno paragonabile all’impegno riservato al business e all’attività di acquisizione aumentata fortemente negli ultimi anni. Se il management afferma “Il futuro di Datamars è luminoso, con entusiasmanti sviluppi…” crediamo che le 13 persone toccate dal licenziamento collettivo e le relative famiglie possano almeno sperare di vedere un futuro meno nero di quello che per loro si presenta purtroppo all’orizzonte.

Maestranze e OCST aspettano pertanto dalla direzione di Datamars, prima del prossimo incontro, una concreta proposta in tal senso!