Con questo slogan i dipendenti della Micro-Macinazione SA di Monteggio e l'OCST hanno manifestato oggi davanti alla sede dell'azienda. Una manifestazione spontanea, voluta dai dipendenti che sono tutti usciti durante la pausa per un'assemblea straordinaria con i sindacalisti OCST.

Ecco una breve cronistoria:

Nel mese di gennaio la direzione comunica ai dipendenti che è necessario trovare misure di risparmio a causa dell’abbandono della soglia minima di cambio con l’euro. La commissione del personale chiede ed ottiene di essere convocata per una discussione collettiva, ritenendo che il tema coinvolge tutti i dipendenti e non può e non deve essere risolto con incontri a tu per tu tra ciascun dipendente ed i rappresentati della direzione. Venerdì l'incontro con la commissione viene annullato quando la commissione chiede che siano presenti anche i rappresentanti dell’OCST.

Lunedì mattina la direzione convoca tutto il personale in assemblea straordinaria per presentare le misure di risparmio che verranno applicate:

-       taglio salariale del 10% per i frontalieri e 5% per i residenti;

-       aumento dell’orario di lavoro da 42,5 a 45 ore la settimana;

-       2 giorni di vacanza in meno (da 22 a 20 l'anno).

I dipendenti e la commissione del personale esigono di intavolare una discussione e lunedì sera l’OCST e la direzione si accordano per un incontro da tenersi lunedì prossimo.

Nonostante ciò questa mattina l'azienda inizia i colloqui individuali con i singoli dipendenti, generando rabbia tra i dipendenti che decidono quindi di dare un segnale eclatante di unità e coesione.

L'assemblea straordinaria di questa mattina ha deciso all'unanimità di:

-       rifiutare qualsiasi contatto individuale della direzione;

-       confermare il mandato all’OCST e alla commissione del personale per intavolare una trattativa;

-       chiedere alla direzione di rispettare il loro diritto a essere rappresentati, sospendendo i colloqui e confermando l'incontro di settimana prossima.

L’OCST conferma pieno supporto ai dipendenti, e auspica che il segnale di unità dimostrato oggi sia un esempio per i tanti lavoratori che subiscono continuamente prevaricazioni e ricatti.

Emmanuel Tamati e Alberto Trevisan