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Anche OCST donna-lavoro, insieme ad altre 18 organizzazioni tra le quali Travail.Suisse e Syna, ha partecipato alla manifestazione nazionale per la parità salariale #Enough18 che si è svolta sabato 22 settembre a Berna.

La nostra regione è tra le più toccate dalle derive subite dai lavoratori in un mercato del lavoro sempre più sotto pressione. Non da ultimo il Mendrisiotto risulta essere la regione della Svizzera con il più alto tasso di disoccupati di lunga durata.
I frontalieri contribuiscono attualmente all’assicurazione contro la disoccupazione in Svizzera con i contributi mensili esattamente come i lavoratori residenti. Prima del 2012 una parte dei contributi versati all’Assicurazione disoccupazione da parte dei lavoratori frontalieri veniva riversata all’Italia e questi fondi contribuivano a finanziare per questi lavoratori indennità pari alla metà del loro salario. 

In una riunione convocata oggi presso la Curia vescovile di Lugano, presenti il Vescovo e i rappresentanti dei sindacati OCST e syndicom e dell’Associazione Ticinese dei Giornalisti

Alla luce degli ultimi avvenimenti che vedono giornalisti, personale amministrativo e tecnico del Giornale del Popolo impegnati a tenere in vita fin quando possibile il giornale, sindacati e organizzazioni professionali sostengono vivamente questo tentativo e invitano coloro che hanno a cuore il pluralismo della stampa e le sorti del GdP a schierarsi in loro favore.

 

Sorpresi per la posizione dell’Editore, che, nonostante il nostro tentativo di cercare un’alternativa, ha dichiarato di non vedere altre soluzioni rispetto alla chiusura immediata, auspichiamo che il generoso sforzo deciso oggi dall’assemblea del personale possa invogliare l’Editore a individuare una via di uscita dalla crisi e aprire un dialogo.

Richiamiamo l’Editore al dovere della responsabilità sociale e quindi riteniamo indispensabile negoziare un serio piano sociale nel caso in cui il giornale dovesse effettivamente chiudere. Lo richiedono l’impegno e i sacrifici profusi dal personale durante tanti anni per garantire l’uscita e la qualità della pubblicazione.

Comunicato congiunto di ATG, OCST e SYNDICOM

 

La notizia della chiusura del Giornale del Popolo è stata appresa con "grande preoccupazione e rammarico" anche dall’Associazione Amici della RSI. Tramite un post su Facebook l’Associazione ha deciso di dare seguito all’appello lanciato dalla direttrice Alessandra Zumthor alla RSI: "Se qualcuno vuole bene al Giornale del Popolo, è il momento di farsi vivi con me e con la redazione: abbiamo delle idee, ma ci serve un sostegno finanziario". L'invito dell'associazione è quello di "partecipare a una raccolta fondi che potranno essere destinati a sostenere i dipendenti del Giornale del Popolo in questo momento particolarmente difficile".

L'eventuale contributo con la menzione “GdP” può essere versato sul Conto IBAN: CH34 0076 4154 3106 1200 1 presso Banca dello Stato del Canton Ticino intestato ad Amici della RSI – Per un Servizio pubblico radiotelevisivo forte e indipendente – 6500 Bellinzona.