BLOCCHI ASSEGNI FAMILIARI: IL SINDACATO INTERPELLA L’INPS

Da quando in Italia è entrato in vigore il nuovo assegno unico e universale, molti frontalieri stanno subendo un gravoso blocco degli assegni familiari svizzeri, con disagi sempre maggiori.

Le Casse di compensazione hanno infatti sospeso l’erogazione degli assegni familiari con il 1° marzo 2022 e (nella maggior parte dei casi) hanno dato istruzioni ai frontalieri di far richiedere all’altro genitore dei figli l’assegno unico in Italia. La Cassa di compensazione pagherà poi al frontaliere l’importo differenziale tra l’assegno svizzero e quanto già percepito dall’altro genitore in Italia. A questo scopo le Casse svizzere, tramite degli appositi formulari, hanno richiesto alle sedi territoriali dell’INPS di certificare l’entità dell’assegno unico pagato per ciascun nucleo familiare.

Tuttavia al momento l’INPS non dà seguito all’invio di questi dati in Svizzera, in quanto il nuovo assegno unico e universale viene considerato dall’Italia come una “prestazione assistenziale” e non come un classico “assegno familiare”. La conseguenza di tutto questo è proprio il blocco degli assegni familiari svizzeri a cui i frontalieri avrebbero diritto.

Le sigle sindacali italiane e svizzere (tra cui anche OCST) hanno quindi inviato la scorsa settimana un interpello tecnico al presidente dell’INPS, sollecitando una modifica della norma italiana e il ripristino della trasmissione di questi dati con la Svizzera. La nota è stata recepita positivamente dall’INPS che ha già avviato delle discussioni urgenti con il Ministero del Lavoro.

La recente crisi di Governo in Italia (tra i tanti dissesti che ha provocato su scala nazionale) ha tuttavia reso ancora più complicato un dossier già di per sé critico, motivo per cui si temono tempi ancora lunghi per la risoluzione del problema.

 

ACCORDO SULLA TASSAZIONE DEI FRONTALIERI

La caduta del Governo mette anche in discussione l’entrata in vigore nel prossimo anno del nuovo Accordo sulla tassazione dei frontalieri. Lo Stato italiano si era infatti dato l’obiettivo dichiarato di terminare i lavori di ratifica parlamentare entro dicembre, così da permettere al nuovo Accordo di entrare in vigore con il 1° gennaio 2023. Pur rimanendo ancora questa una data probabile, le nuove elezioni previste per settembre rischiano di far slittare il tutto all’anno successivo (in tal caso l’Accordo diverrebbe attivo solo dal 1° gennaio 2024). I contenuti pattuiti nell’Accordo, compresa la clausola di salvaguardia per i “vecchi frontalieri”, non sono tuttavia in discussione, in quanto già “blindati” dall’intesa firmata con la Svizzera il 20 dicembre 2020.

Seguiranno aggiornamenti.

 

TELELAVORO: GLI STATI CONFERMANO LA VISIONE DI OCST

Con una nota congiunta le autorità fiscali di Italia e Svizzera hanno annunciato pubblicamente che l'Accordo amichevole sul telelavoro è da considerarsi ancora attivo e valido per tutte le categorie di lavoratori. Trova dunque piena conferma quanto già comunicato in precedenza dal nostro sindacato a tutti i propri stakeholder. L’Accordo amichevole andrà pertanto avanti con un tacito rinnovo fino a comunicazione contraria.