Riuniti in assemblea a Bellinzona durante l'odierna giornata cantonale di mobilitazione, i lavoratori edili del Canton Ticino e del Moesano hanno preso atto dello stallo delle negoziazioni in vista del rinnovo del CNM, e del fatto che quelle per il CCL-TI non siano ancora nemmeno iniziate.
Preoccupati da questa situazione, a due mesi dalla scadenza dei due contratti, i lavoratori:
- rinnovano il loro sostegno alle rivendicazioni sindacali già più volte espresse: in particolare, le nostre priorità sono la diminuzione delle ore di lavoro (giornata di 8 ore), il riconoscimento di tutte le trasferte (compresa la prima mezz'ora), I'aumento e l'indicizzazione dei salari reali al rincaro;
- esprimono nuovamente il rifiuto alle proposte fatte dalla SSIC, ad esempio sul lavoro al sabato e la settimana di 50 ore, l'aumento della flessibilità, l'abolizione delle protezioni contro il licenziamento e la diminuzione delle indennità in caso di malattia o infortunio;
- chiedono maggiore serietà e senso di responsabilità alla SSIC nella ricerca di un accordo sul CNM: il vuoto contrattuale che si prospetta a partire dal 1.1.2026 avrebbe gravi conseguenze in Ticino, regione più esposta delle altre ai pericoli di dumping salariale e mala-edilizia. A maggior ragione, in una fase storica già segnata da una pericolosa carenza di personale, in particolare quello qualificato.
Con la loro massiccia adesione alla giornata di mobilitazione del 20 ottobre, i lavoratori edili del Canton Ticino e del Moesano rinnovano il loro mandato ai sindacati OCST e UNIA affinché continuino a tutelare la dignità del lavoro, così come la sicurezza e la salute di tutti lavoratori impegnati nel settore.
Solo mantenendo lo stesso sostegno alle organizzazioni sindacali, e la medesima solidarietà tra colleghi, i lavoratori potranno migliorare le loro condizioni di lavoro, nell'interesse di tutte e tutti. Uniti, siamo forti!


