Salario minimo
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Lo scorso 10 ottobre la nota società farmaceutica aveva comunicato a tutti i suoi collaboratori della sede di Lugano la necessità di ridimensionare l’organico operando dei tagli al numero dei collaboratori. Si era parlato di 55 esuberi su oltre 200 dipendenti.

Il nostro sindacato per responsabilità nei confronti dei dipendenti si era messo immediatamente a disposizione cercando un dialogo con la direzione e proponendo una collaborazione nella fase di consultazione. Per altro fin da subito la nostra sede del Luganese era stata sollecitata da molteplici richieste di supporto da parte di collaboratrici e collaboratori. Le segnalazioni ci avevano confermato l’importanza di una nostra mediazione che chiarisse le motivazioni della loro strategia, che precisasse meglio i criteri di scelta delle posizioni in esubero e che ragionasse su eventuali disponibilità economiche a supporto di misure oggettive di accompagnamento.

Tuttavia – pur con un atteggiamento cordiale e rispettando, nella forma, le diverse disposizioni di legge – ogni tentativo sussidiario di dare riscontro ad esigenze collettive è rimasto totalmente inascoltato.

È notizia recente infatti che la direzione ha notificato a tutti i dipendenti la chiusura della fase di consultazione ed il conseguente avvio dei licenziamenti secondo criteri e condizioni che – ancora ad oggi – il personale della Helsinn non solo non conosce, ma di cui fatica a comprenderne la logica.

L’OCST ci tiene quindi ad esprimere piena solidarietà a tutti i dipendenti che, in questa situazione che è sempre stata di reale incertezza, rimangono in attesa di conoscere - possiamo solo immaginare con quanta angoscia - il proprio destino professionale.

Infine ci permettiamo di suggerire al management di Helsinn che cooperare con un sindacato in questo caso, è vero, non è imposto dalla legge, ma, come dimostra l’inquietudine del personale, è opportuno perché trasmette ai propri dipendenti un maggiore senso d’imparzialità e ascolto.

 

Aggiornamento del 15.11.2022

«L’azienda ha accettato di riceverci e di questo le diamo atto. Tuttavia non c’è stato un vero confronto e come premessa la responsabile della comunicazione unitamente alle risorse umane hanno dichiarato che non erano autorizzati a rilasciare dichiarazioni ufficiali. Da parte nostra abbiamo ribadito alcune criticità e abbiamo cercato di aprire la possibilità a una collaborazione per il futuro».
P. Coppi