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Per un quadro d’azione concordato e coerente 

Crollo dell'EuroL’impatto del deprezzamento dell’euro rispetto al franco svizzero, che si va facendo sempre più palpabile, si manifesta in un duplice modo:

per talune attività economiche in una contrazione della cifra d’affari mentre per altre in una riduzione della redditività.

 

Minore cifra d’affari

Rendendo più cari i servizi e i prodotti, riduce l’attrattività della piazza elvetica per la clientela estera. E’ in particolare il caso per il turismo e per il commercio, oggi meno interessanti per fruitori esteri il cui potere d’acquisto in Svizzera si ritrova abbondantemente eroso. Il minore afflusso o i più ridotti acquisti die clienti esteri si traduce in una contrazione della cifra d’affari.

Ridotta redditività

La situazione valutaria intacca in altri casi la redditività. Avendo fissato i prezzi dei prodotti in valuta estera o dovendo comunque confrontarsi con concorrenti che operano in moneta estera, le imprese hanno un minore incasso in franchi pur dovendo coprire costi espressi nella nostra moneta. E’ soprattutto il caso per l’industria, che non soffre di carenza di ordini bensì di una corrosa redditività.

Una parziale attenuazione

L’impennata del valore del franco svizzero può essere in parte attenuato laddove le imprese impiegano prodotti o componenti acquistati all’estero. E’ indispensabile che questo spazio di manovra venga utilizzato compiutamente, a beneficio dell’economia intera e degli stessi consumatori indigeni.

Soprattutto nell’industria, le imprese sono pure state in grado di assorbire inizialmente la deteriorata situazione del cambio grazie all’elevata produttività e competitività del settore. L’ininterrotto calo dell’euro ha tuttavia eroso i margini di manovra delle imprese, generando difficoltà più ardue da sormontare.

Una risposta non solo congiunturale

Le imprese che non occupano una posizione dominante sul mercato o che non dispongono di prodotti tanto innovativi da essere meno esposti alla concorrenza, si trovano confrontati ad una doppia sfida. Devono in primo luogo assorbire nel breve termine le conseguenze del calo dell’euro. Non intravvedendosi un’inversione di tendenza devono in secondo luogo anche assestare la propria organizzazione in modo da ottenere costi di produzione che salvaguardino la competitività dell’impresa sul medio e lungo termine.

Prime reazioni e ipotesi dal versante delle imprese

Le imprese iniziano a formulare richieste e proposte di provvedimenti volti a fronteggiare la sfavorevole evoluzione dei cambi attraverso il contenimento dei costi di produzione ed in particolare dei costi salariali. Anche la stampa si è fatta eco di idee quali il pagamento dei salari in euro ai lavoratori frontalieri o la prestazione di ore di lavoro non retribuite.

Un quadro coerente

Pur consapevole che il crollo dell’euro genera difficoltà nelle imprese orientate al commercio con i Paesi della zona euro, l’OCST mette in guardia dall’adottare interventi affrettati e improvvisati.

Vanno preliminarmente verificate le misure che l’autorità federale intenda realizzare, per poi improntarvi, in una linea di coerenza che conferisca loro une maggiore efficacia, gli interventi che dovessero rendersi necessari a livello locale e in singole ditte. L’attuale situazione valutaria costituisce del resto un fattore pressoché strutturale, in risposta al quale rimane decisivo l’orientamente e l’azione dell’autorità federale.

Una sollecitazione a due destinatari

In considerazione di quanto va muovendosi nel tessuto delle imprese, l’OCST sollecita:

- le principali associazioni padronali (AITI e Camera di Commercio) ad avviare un confronto con le organizzazioni sindacali, che miri a seguire puntualmente l’andamento dell’economia cantonale e a concordare una linea predefinita di comportamento in caso di difficoltà in singole imprese. Si dovrà tendere in particolare ad evitare decisisioni unilaterali, garantendo al contrario il coinvolgimento dei sindacati e del personale. Si invita a valutare la costituzione di un tavolo permanente padronato-sindacati;

- il Consiglio di Stato, d’intesa con gli altri Cantoni, a intervenire con vigore sul Consiglio federale affinché adotti misure urgenti in favore dei settori e delle imprese dipendenti dal commercio con i Paesi della zona euro. Al governo cantonale si chiede pure di verificare i possibili strumenti di sostegno all’economia che rientrano nella sfera decisionale del Cantone come pure un appoggio al dialogo tra le associazioni padronali ed i sindacati

OCST

Segretariato cantonale