1.maggioLa situazione valutaria e la libera circolazione stanno dando corpo, intrecciandosi, ad una incrementata pressione sui livelli salariali.

Nei rami e nelle ditte non regolate da un contratto collettivo di lavoro vanno intensificandosi i casi di retribuzione abusiva.

 

 

L’OCST ha perciò inteso innestare l’incontro del Primo Maggio, che ha tenuto quest’anno a Vezia, sul tema dei salari, stretti nella morsa del franco forte, della libera circolazione e della speculazione.

 

La presentazione della situazione economica e della fisionomia odierna del mercato del lavoro ha fatto da sfondo alla descrizione delle diverse modalità, con le quali le pressioni sui salari vanno manifestandosi nei settori professionali. L’attenzione si è portata in particolare:

 

-       sull’edilizia, dove la piaga del subappalto a catena sovrapposta al lavoro distaccato concorre ad aggirare gli obblighi retributivi;

-       sull’artigianato dell’edilizia, dove il lavoro distaccato, le assunzioni a breve termine tramite semplice notifica e il lavoro interinale scaricano i rischi aziendali all’esterno delle imprese e in particolare sui lavoratori;

-       sull’industria, dove la sopravvalutazione del franco comprime gli spazi di crescita dei salari, reiterando i bassi salari in alcuni rami e il divario retributivo tra il Ticino e il resto della Svizzera;

-       sul commercio, dove il minore afflusso di clientela estera e la propensione accresciuta di quella locale a rifornirsi oltre confine continuano a imbrigliare l’indispensabile regolamentazione delle condizioni di lavoro e retributive;

-       sul terziario impiegatizio, dove vanno lievitando le situazioni di sfruttamento ad opera delle imprese che utilizzano la libera circolazione in maniera distorta.

 

Le pressioni sui salari, compromettendo la copertura del normale fabbisogno delle persone e famiglie, intralciano l’inserimento nel mercato del lavoro dei disoccupati locali. La tendenza è tanto più inquietante poiché si è infiltrata anche nel settore terziario, che è lo sbocco privilegiato e tradizionale della manodopera locale,

 

Occorre perciò una strategia che consenta di contrastare queste derive, diffondendo i contratti collettivi di lavoro e potenziando le misure di accompagnamento. Questo impegno deve potersi inserire in una politica di sostegno ai salari che veda in primo luogo attive le parti sociali ma che coinvolga anche l’autorità cantonale.

 

L’OCST si muoverà ulteriormente in questa direzione interpellando le associazioni padronali, le autorità competenti e gli organismi del mercato del lavoro.

 

O C S T

Segretariato cantonale