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Un'indispensabile offensiva per diffondere i contratti collettivi di lavoroIl 2014 porterà alla ribalta il tema del salario minimo. Un’iniziativa popolare federale e, subordinatamente, un’iniziativa cantonale chiedono la fissazione di salari minimi per via legale.

La persistenza di salari bassi e le pressioni retributive indotte dalla libera circolazione vanno combattute con fermezza. Sono tuttavia solo la punta più appariscente di un disordine e degrado che stanno intaccando in profondità il mercato del lavoro e per estirpare i quali la via legale si rileva insufficiente.

Le distorsioni oggi rilevabili possono essere arginate efficacemente solo se gli interlocutori sociali sanno assumere una responsabilità comune nel regolare il funzionamento del mercato del lavoro stesso.

Lo strumento più efficace nelle loro mani è il contratto collettivo di lavoro. Consente da un lato di fissare le condizioni salariali e lavorative minime. E’ però anche una piattaforma di confronto e di dialogo che consente di farsi carico di temi più generali quali la tutela dell’occupazione, (con particolare riferimento ai giovani e ai lavoratori più anziani), la promozione della formazione professionale, la gestione del lavoro atipico, la conciliazione tra lavoro e famiglia.

Al padronato, che enfatizza tardivamente l’importanza del partenariato sociale al prevalente scopo di contrastare il salario minimo legale, si chiede di passare dalle parole ai fatti promuovendo concretamente la diffusione dei contratti collettivi di lavoro. La loro adozione nei rami tuttora scoperti è tanto più indispensabili nella nostra regione poiché particolarmente esposta alle ricadute della libera circolazione e gravata da un ritardo retributivo endemico.

Un banco di prova significativo è offerto da due comparti sui quali l’OCST ha già ripetutamente sollecitato una trattativa con lo scopo di concordare un accordo contrattuale: l’industria farmaceutica e il ramo delle fiduciarie. Sono rappresentativi delle aree del secondario e soprattutto del terziario tuttora prive di una regolamentazione contrattuale.

L’OCST chiede che il 2014, grazie anche al dibattito che si svilupperà attorno al tema del salario minimo legale, sia un anno di svolta e che il padronato si immetta con coerenza sulla via di una intensificata collaborazione tra le parti sociali mostrandosi disponibile a varare un piano di diffusione dei contratti collettivi di lavoro.

Meinrado Robbiani

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