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Nel rispondere alla consultazione indetta dal Dipartimento Finanze ed Economia, l’OCST ha formulato un’adesione di massima sulle principali proposte di modifica della Legge sull’innovazione economica. Una sola riserva riguarda l’intenzione di costituire un’ulteriore Fondazione che si occupi di marketing territoriale.

Particolarmente condiviso è pure il riorientamento della fondazione Agire, sul cui indirizzo l’OCST aveva recentemente espresso perplessità.

Un ricupero promettente

Dal profilo della competitività economica il Ticino ha attuato un rilevante ricupero e manifesta oggi segnali particolarmente incoraggianti. Sono andate consolidandosi aree a maggiore valore aggiunto e sono pure andate infittendosi le iniziative che si collocano alle vette della tecnologia. Un impulso decisivo è stato fornito dall’insediamento dell’università e della scuola universitaria professionale come pure da rinomati centri di ricerca. Queste strutture generano impulsi significativi favorendo soprattutto il trasferimento tecnologico e innescando iniziative aziendali, alcune delle quali stanno già dando frutti promettenti.

Un tessuto da elevare nel suo insieme

Al di là degli innegabili miglioramenti registrati nel recente passato, rimane tuttavia indispensabile un innalzamento complessivo della capacità innovativa del tessuto delle imprese. Molti comparti ed attività sono tuttora di debole valore aggiunto e strutturalmente deboli; offrono un numero insufficiente di posti qualificati e disincentivano l’accesso della manodopera locale non da ultimo per i livelli retributivi troppo modesti. Si avverte perciò il bisogno di elevare capillarmente il livello competitivo delle aziende con interventi strutturati e vigorosi.

Un progetto che si muove nella giusta direzione

Nel progetto di nuova legge sull’innovazione economica messa in consultazione dal DFE sono fissati obiettivi e strumenti che incontrano l’apprezzamento dell’OCST. Allo scopo di promuovere un diffuso trasferimento tecnologico, che generi un capillare processo di innovazione in tutti i comparti economici, risulta molto opportuna l’apertura della nuova legge alle aziende del terziario avanzato così come il sostegno agli investimenti di natura immateriale (quali le attività di ricerca e sviluppo, di prototipazione e validazione di nuovi prodotti nonché il finanziamento di costi di formazione e riqualificazione del personale). E’ pure apprezzabile la volontà di fare confluire i contributi pubblici sulle imprese che investono per accrescere tangibilmente il loro livello innovativo piuttosto che erogare - come finora - sostegni ai normali processi di investimento delle aziende.

Un aspetto più problematico

L’OCST esprime al contrario scetticismo sulla proposta di istituire un’Agenzia per il marketing territoriale che consenta di attirare in Ticino imprese dall’estero. Le esperienze fatte da altri Cantoni e soprattutto la tendenza registratasi nel nostro Cantone con la libera circolazione, che ha agevolato l’insediamento di numerose aziende estere di dubbio impatto sul territorio, devono indurre a prudenza. Se si intenda muoversi nella direzione indicata dal DFE occorre adottare criteri di elevata selettività. Per l’OCST la preferenza va piuttosto rivolta ad aziende locali da consolidare, alle nuove iniziative da accompagnare e lanciare sul mercato (start-up) come pure all’attrazione di aziende già insediate in Svizzera che possano trasferirsi nel nostro Cantone o insediarvi una parte della loro attività. Per svolgere questo compito l’OCST dubita che si riveli necessario un nuovo corpo al di fuori dello Stato (creazione di una Fondazione). Si ritiene preferibile assegnarne la responsabilità ad organismi statali già attivi nella promozione economica.

Il ruolo della Fondazione AGIRE

Nell’ambito della promozione dell’innovazione, l’OCST condivide anche il prospettato riorientamento strategico della Fondazione Agire verso un preminente ruolo di coordinamento. Le esperienze iniziali di questa fondazione hanno in effetti messo in risalto la necessità di ovviare agli sbilanciamenti che hanno finito negli scorsi anni per affievolire un poco l’enfasi prioritaria sulla promozione del trasferimento tecnologico. E’ la promozione del transfer tecnologico, da concentrare essenzialmente sulle aziende esistenti e da realizzare in stretta collaborazione con gli istituti di ricerca (essenzialmente ubicati in seno alla SUPSI e all’USI in cui vi sono le competenze e il know how da trasferire alle aziende), a dovere costituire la principale attività della Fondazione.

Vanno in particolare ridimensionati il peso e l’attività di Agire Invest SA– uno dei bracci operativi della Fondazione Agire – che attua una partecipazione diretta, sia finanziaria sia dal profilo della proprietà, in imprese ritenute interessanti. Se già si vorrà un domani proseguire in questa direzione occorrerà adottare una chiara e limitativa ridefinizione dei destinatari dei finanziamenti.

Meinrado Robbiani