Noghera3L’OCST si impegna con determinazione perché senza un contratto forte saranno i lavoratori e le imprese serie a subire i contraccolpi più duri.

 

Il 2011 sarà di sicuro ricordato per due motivi: i ripetuti casi di abusi denunciati dai lavoratori e dai sindacati e le trattative di rinnovo del CNM.

Abusi sui cantieri

In questi primi mesi dell’anno, si è visto di tutto e di più: pratiche selvagge di «sub-sub-appalti», lavoratori sottopagati in euro, episodi di caporalato, inadempienze contrattuali sistematiche, superamenti dell’orario di lavoro, lavoro sotto la pioggia, nascita di nuove imprese atipiche, sicurezza sui cantieri banalizzata, tempo dal magazzino ai cantieri non indennizzato, qualifiche professionali non riconosciute con il giusto salario.

In estrema sintesi, un sottobosco sempre più ramificato di imprese che speculano sulle spalle dei lavoratori. Il caso emblematico del cantiere Palace di Lugano non è purtroppo isolato.
L’OCST continuerà a battersi e a denunciare con determinazione ogni abuso.

Un contratto da rinnovare

Il secondo tema è legato alle difficoltà di trovare un accordo contrattuale. La trattativa per il rinnovo del contratto nazionale ha già cozzato contro le resistenze di un padronato che punta ad allentare i vincoli contrattuali attraverso la via di una maggiore flessibilità.

Si è di fronte ad un padronato miope; non capisce che gli abusi trovano un terreno ancora più fertile quando c’è assenza (ma anche debolezza) di regole del gioco. Senza un contratto vincolante per tutto il territorio svizzero, a ridere sotto i baffi rimangono gli speculatori.

L’OCST, con fermezza, chiede quindi un contratto forte e valido per tutte le imprese ed i lavoratori che operano in Svizzera. Le trattative ripartono.

Azioni e mobilitazione

La ripresa della trattative induce l’OCST a mantenere alta la guardia e la mobilitazione pur senza procedere per ora ad azioni di lotta, che, a dipendenza dell’esito del negoziato, dovranno essere organizzate al momento più opportuno e avere una diffusione nazionale.