Tutte le prestazioni di natura pensionistica erogate dalla Svizzera a persone residenti in Italia sono tassabili unicamente in Italia (art. 18 Convenzione ITA-CH contro le doppie imposizioni).

In particolare, in base alle leggi italiane, le prestazioni erogate dalle fondazioni di secondo pilastro o dalle fondazioni di prepensionamento sono tassabili in Italia con aliquota agevolata del 5%.
Tuttavia nel gennaio del 2020 l’Agenzia delle Entrate (tramite apposita risoluzione) ha limitato questa possibilità unicamente a coloro che si fanno accreditare le prestazioni pensionistiche direttamente su un conto corrente italiano. Al contrario coloro che si fanno versare queste prestazioni su un conto svizzero subiscono una tassazione decisamente più severa (ovvero in linea con le canoniche aliquote IRPEF previste per le pensioni italiane).
Si tratta di un problema molto gravoso in particolare per coloro che ricevono delle rendite di prepensionamento, in quanto le fondazioni che le erogano non accettano di versare le prestazioni su conti italiani, di fatto «costringendo» i pensionati a rinunciare alla tassazione al 5%.
O per meglio dire – e qui sta la vera novità – non accettavano di farlo.
Grazie infatti ad un’azione congiunta di OCST e del patronato INAS Svizzera, tutte le fondazioni che erogano i prepensionamenti hanno ora accettato di versare le prestazioni anche su un conto italiano, modificando i propri statuti.
All’appello lanciato dal sindacato e dal patronato avevano già risposto in modo positivo tutte le fondazioni di prepensionamento con la sola eccezione del FAR (che eroga i prepensionamenti per il settore dell’edilizia). È però ora giunta anche la loro conferma: a partire dal mese di marzo la fondazione FAR sarà in grado di versare le prestazioni pensionistiche su un conto corrente italiano, previo avviso da parte del pensionato.
Si tratta di un risultato importante che porterà molto agio alle economie domestiche dei nostri frontalieri pensionati.

Andrea Puglia


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