Dal secondo incontro di trattativa di giovedì 28 agosto ci si attendeva un cambio di rotta.

Invece no, gli impresari costruttori hanno ripresentato a testa bassa le proprie rivendicazioni: settimana lavorativa di 50 ore, abolizione dei calendari di lavoro, togliere il 25% di supplemento per il lavoro al sabato (e, di fatto, introdurre la settimana lavorativa di 6 giorni), aumentare fino a 250 le ore aggiuntive e fino a 150 le ore in difetto (caricando sulle spalle dei lavoratori tutto il rischio aziendale di non poter lavorare in caso di intemperie e canicola), nessun aumento salariale reale ma solo discussione sul carovita annuale. Una vera e propria provocazione che non può essere tollerata.
Il tutto in un contesto che vedrà il settore dell’edilizia principale confrontarsi tra dieci anni con una penuria di lavoratori qualificati e tra quindici anni con un terzo della manodopera in meno. Pura follia! Invece di rendere attrattiva la professione, gli impresari costruttori peggiorano le condizioni di lavoro dei propri collaboratori.
Preoccupa l’attitudine della Direzione nazionale della SSIC: provocare i lavoratori, sbattere la porta in faccia alle rivendicazioni sindacali e flessibilizzare al massimo la gestione delle ore di lavoro a discapito delle esigenze dei propri collaboratori. Il 15 settembre 2025 si terrà a Berna il terzo incontro di negoziazione: questa data rappresenterà un reale spartiacque nei rapporti tra sindacati e impresari costruttori. Dovessero «i filantropi dei CCL leggeri» insistere nel peggiorare le condizioni di lavoro, la conseguenza non potrà che essere una: l’autunno diventerà rovente con la mobilitazione dei lavoratori e il passaggio ad azioni di lotta. 
Il prossimo 18 settembre si terrà presso il centro sportivo di Rivera un’assemblea cantonale congiunta OCST-UNIA dove faremo il punto della situazione e discuteremo con i lavoratori i passi futuri da intraprendere per «far cambiare idea» agli impresari. 
Il tempo sta per scadere e agli impresari, per l’ennesima volta, chiediamo di smetterla di segare il ramo su cui sono seduti.

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Paolo Locatelli, Resp. cantonale settore edilizia e rami affini