Stranezze estive ticinesi: la direzione di un’azienda decide di interrompere il confronto con i sindacati storici per collaborare con un’associazione molto comprensiva con le istanze padronali, tanto da tollerare il licenziamento di quattro persone impegnate sindacalmente.

Non solo: arriva pure a denunciare i sindacati perché avrebbero leso pubblicamente la sua immagine. Esclusi dalla discussione e denunciati per aver informato su una gestione certamente discutibile, forse interessata. 
L’azienda è la SNL e l’associazione «scelta» per tutelare i dipendenti è l’Associazione del personale operante nel trasporto lacuale e terrestre Ticino. Dalla nascita di quest’ultima non sono noti al pubblico segni di attività in favore delle lavoratrici e dei lavoratori a parte la presenza sul Registro di commercio dal 2017, anno in cui solo i sindacati storici hanno promosso le mobilitazioni a tutela di chi operava sul Lago Maggiore. 
La prima assemblea di cui si hanno notizie si è tenuta, come riferito dalla stessa direzione della SNL, l’11 aprile di quest’anno. A quanto pare, l’esito di quest’assemblea sembra essere risultato negativo, visto che la maggioranza dei dipendenti non ha dato seguito alla richiesta di essere rappresentato dall’Associazione. Sembra che ne sia stata dunque organizzata una seconda in presenza della Direzione con un risultato sensibilmente diverso… Segue una dichiarazione a nome dell’Associazione. Non sappiamo chi promuove l’adesione all’associazione che, dicono, oggi conta tra i suoi aderenti il 90% del personale, come riferisce ancora una volta la direzione della SNL. Che sia la stessa Società di navigazione (il datore di lavoro) a riferire questo dato lascia quantomeno perplessi.
La SNL, dicevamo, è una partecipata pubblica e nel suo CdA siedono due membri rappresentanti del Cantone i quali non sono intervenuti per opporsi alla disdetta unilaterale del contratto collettivo, ai licenziamenti e nemmeno all’assegnazione della gestione dei capitali della Cassa pensione dei dipendenti a una società che condivide il presidente con la SNL. Difficile smentire chi li accusasse di poca attenzione e lungimiranza.
È un teatrino di mascherine, non un confronto serio, magari anche duro, tra la parte padronale e quella sindacale. L’interlocutore scomodo viene sostituito. Alle questioni poste non vengono date risposte soddisfacenti. Una farsa che mette in discussione la stessa legittimità del ruolo dei sindacati e l’importanza della contrattazione collettiva. 
A ottantotto anni dal primo accordo di pace del lavoro, dovrebbe essere chiaro che il confronto sociale non è in contrasto con la libertà economica, anzi ne è il fondamento perché assicura che la libertà economica sia garantita a tutti e non solo a una parte. La pace del lavoro non è silenzio e assenza di contrasti, ma l’impegno a risolvere i conflitti tramite negoziati. La premessa della pace del lavoro è quindi che il negoziato esista.
Chiediamo dunque con forza una maggiore serietà perché in gioco ci sono la serenità e il destino professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre che il futuro di un’azienda che garantisce un importante servizio alla popolazione.

Xavier Daniel