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2020

Il Lavoro n.1 del 6 febbraio 2020 Il Lavoro n.2 del 27 febbraio 2020
Il Lavoro n.3 del 12 marzo 2020 Il Lavoro n.4 del 28 maggio 2020
Il Lavoro n.5 del 18 giugno 2020 Il Lavoro n.6 del 9 luglio 2020

Sabato 12 settembre, alla Fabrikhalle di Berna, si è tenuto il congresso di Travail.Suisse, organizzazione che raggruppa tutti i sindacati svizzeri aventi ispirazione cristiana. I numerosi delegati, tra cui circa 25 esponenti dell’OCST, si sono radunati, oltre che per eleggere il nuovo presidente (vedi il Lavoro n. 14), per stabilire le linee guida da seguire nei prossimi 4 anni. Le molte rivendicazioni sono state accettate e condivise da tutti i delegati.

Ad aprire il congresso è stato il discorso del Consigliere Federale Alain Berset, il quale ha incentrato il suo discorso sulla riforma «previdenza per la vecchiaia 2020». Per il Consigliere Federale «I cambiamenti radicali del passato alla fine hanno dato i loro frutti. Se pensiamo alle 48 ore o al voto delle donne, c’era scetticismo. Questa riforma è un cambiamento che può essere paragonato a quelli avvenuti nel passato». Ha poi proseguito spiegando che ci troviamo di fronte a un mutamento demografico «i babyboomers stanno ormai raggiungendo l’età della pensione, è dunque necessario apportare un cambiamento. In passato sono state fatte tante piccole riforme, quasi di cosmesi. Il nostro obiettivo è dare stabilità e sicurezza. Stabilità non significa invariato. Ricordo che questa riforma è già un piano B, deve per forza funzionare».
Al termine del discorso gli è stata consegnata, come regalo, una livella da cantiere per sottolineare quanto sia difficile costruire un equilibrio.

Nuovo presidente per Travail.Suisse
Si è poi passati all’elezione del nuovo presidente di Travail.Suisse. Come successore di Martin Flügel, a cui sono andati i ringraziamenti di tutti, è stato eletto Adrian Wüthrich (vedi il Lavoro scorso). Nel suo discorso, il neo presidente ha sottolineato come l’attuale situazione necessiti di essere attentamente monitorata. «Attualmente siamo confrontati con alcune insicurezze. I bilaterali, riforma 2020, insicurezza del lavoro… sono temi caldi. In seguito alla decisione della BNS, in Svizzera ci sono 40’000 posti a rischio. Attualmente la situazione non è delle più semplici ma non siamo in recessione. È per questo che chiederemo degli aumenti tra lo 0,5% e l’1,5%. Occorre non abbassare la guardia e intervenire dove è necessario».

Barometro «condizioni di lavoro»
In seguito all’elezione, si è passati alla presentazione del Barometro, realizzato tramite un sondaggio composto da 40 domande ed effettuato su 1’500 lavoratori. Nei nostri ideali il lavoro dovrebbe generare sicurezza, purtroppo attualmente non è così. Dal Barometro si evince che oggigiorno il lavoro sta generando insicurezza, crea stress. Secondo Travail.Suisse il giudizio dei lavoratori deve essere centrale. Nel caso questa insicurezza continui ad aumentare ci saranno conseguenze negative. La paura di perdere il posto di lavoro e le preoccupazioni generate logorano i lavoratori.

Piano d’azione
Nel pomeriggio sono state discusse la varie risoluzioni, in seguito approvate dai delegati. Ve ne proponiamo un breve sunto:
- Più protezione del mercato del lavoro: in seguito all’accettazione dell’iniziativa di febbraio 2014 contro l’immigrazione di massa, le relazioni con l’UE hanno subito un raffreddamento. È necessario cancellare questa incertezza pronunciandosi chiaramente a favore dei bilaterali. Ma per raggiungere l’obiettivo occorre rafforzare le misure di accompagnamento per proteggere il mercato del lavoro, come per esempio semplificare la procedura per la dichiarazione di obbligatorietà dei CCL. Inoltre i datori di lavoro devono rivedere la loro politica delle assunzioni, favorendo la manodopera già presente in Svizzera e i lavoratori più anziani.
- Un congedo paternità pagato: come riferito negli scorsi numeri, Travail.Suisse si sta battendo affinché venga riconosciuto un congedo pagato anche per i padri. Permetterebbe ai papà di instaurare un legame con i loro figli e impegnarsi per la famiglia. Attualmente è stata presentata un’iniziativa parlamentare (Candinas): il Parlamento deve avallarla senza temporeggiare.
- Rafforzare l’impiego dei lavoratori più anziani: il contributo di questa tipologia di lavoratori al PIL aumenta costantemente. Il Barometro mostra che i datori di lavoro non promuovono sufficientemente questa categoria. Di conseguenza per parte di loro trovare un posto di lavoro in caso di perdita d’impiego diventa davvero difficile. Sono necessarie delle misure specialmente a livello di formazione, per favorire il loro reintegro nel mercato del lavoro.
- Previdenza vecchiaia 2020: indispensabili alcuni miglioramenti. Travail.Suisse sostiene una soluzione sottoforma di «pacchetto» per la revisione. Solo con dei miglioramenti in alcuni campi si possono accettare dei peggioramenti in altri. La proposta della Commissione della sicurezza sociale e della sanità pubblica del Consiglio degli stati va nella buona direzione ma ha ancora troppi punti sfavorevoli. Nella previdenza professionale occorre trovare una migliore soluzione per le persone impiegate a tempo parziale e d’altro canto limitare i benefici degli assicuratori. Nell’AVS bisogna inserire una compensazione sociale finanziaria del pensionamento flessibile per le persone a basso reddito e garantirla finanziariamente a lungo termine tramite l’IVA.
- Nessuna riforma della tassazione delle imprese senza un contro finanziamento: Travail.Suisse chiede una correzione importante della 3a riforma della tassazione delle imprese. Nella sua attuale forma, genererà perdite fiscali per miliardi di franchi, che condurranno a delle riduzioni nelle prestazioni sociali o un innalzamento delle imposte per la popolazione. Se il Parlamento non prevede un contro finanziamento per ridurre le perdite fiscali, Travail.Suisse sosterrà il referendum annunciato. Chiediamo pure un tasso minimo del 17% per la tassazione delle imprese, il quale limiterebbe le perdite fiscali.

D.G.