Abbonamento

Il Lavoro, periodico dell'OCST, da decenni è un punto di riferimento per le informazioni sui contratti, le nuove normative, la previdenza, il mondo del lavoro, la formazione.

Informazioni abbonamento "Il lavoro">>

Formulario abbonamento>>

Get it on Google Play

Get it on AppStore

 

2020

Il Lavoro n.1 del 6 febbraio 2020 Il Lavoro n.2 del 27 febbraio 2020
Il Lavoro n.3 del 12 marzo 2020 Il Lavoro n.4 del 28 maggio 2020
Il Lavoro n.5 del 18 giugno 2020
Le persone che hanno più di 60 anni non dovrebbero più ritrovarsi in assistenza sociale. È quello che ha chiesto Travail.Suisse durante la quinta Conferenza nazionale sui temi legati ai lavoratori anziani. Questo in quanto la loro situazione sul mercato del lavoro, negli ultimi tempi, si è deteriorata e sono quindi necessarie misure concrete in tal senso.
Per l’associazione, vista l’evoluzione demografica, le aziende devono mettere in atto una politica del personale neutrale per quanto riguarda l’età e soprattutto devono sostenere i lavoratori e le lavoratrici nel corso di tutta la loro carriera professionale. Inoltre è necessario che anche la Confederazione e i Cantoni agiscano in questa direzione. 
Il consigliere federale Guy Parmelin è stato ospite per la prima volta della Conferenza citata. Un’occasione costruttiva e aperta allo scambio di opinioni. Detto ciò Travail.Suisse deplora il fatto che finora non siano state prese misure concrete. 
Il nuovo piano d’azione della Confederazione e dei Cantoni «per l’intensificazione del reinserimento e dei servizi di impieghi» degli uffici regionali di collocamento (URC) offerti ai lavoratori anziani, si prospetta favorevole. Promette, infatti, migliori servizi da parte degli URC e favorisce il reinserimento professionale. Grazie all’obbligo di annuncio dei posti vacanti, il piano d’azione potrebbe avere conseguenze importanti. Tuttavia i partner sociali non sono riusciti a trovare un accordo per le rendite transitorie. Rendite assolutamente necessarie vista l’attuale situazione dei lavoratori anziani. 
È comunque positivo il fatto che il Parlamento abbia deciso - nel quadro della riforma sulle prestazioni complementari, e seguendo una rivendicazione della prima Conferenza sui lavoratori anziani - che i disoccupati hanno diritto di ricevere una rendita a partire dai 58 anni di età potendo rimanere nella loro ultima cassa pensioni. 
Adrian Wüthrich, presidente di Travail.Suisse e consigliere nazionale constata: «Le modifiche nel quadro della riforma delle prestazioni complementari provano che la Conferenza nazionale sulle persone anziane può essere all’origine di importanti cambiamenti ed è per questa ragione che sarebbe necessario lanciare una nuova e chiara rivendicazione. Noi abbiamo bisogno di una rendita transitoria: Le persone con più di 60 anni non devono ritrovarsi in assistenza». 
L’incoraggiamento alla formazione e alla formazione continua per Travail.Suisse è una delle principali leve sulle quali agire affinché i lavoratori anziani possano mantenersi sul mercato del lavoro fino alla pensione. Ma occorre che, sul piano federale, il credito per la formazione, la ricerca e l’innovazione 2020-2023, includa la formazione continua. Bisogna pure sostenere i lavoratori durante la loro vita professionale attraverso un orientamento pubblico professionale e legato alla carriera. Inoltre, accanto alle condizioni quadro politiche, è necessario obbligare le aziende a usare il budget dedicato alla formazione continua per gli over 50. E dare così seguito all’obbligo, ancorato nella legge, di favorirla. 
Non si può più accettare che i lavoratori anziani finiscano in assistenza o debbano essere costretti a ritirare il loro capitale di vecchiaia. La Confederazione, i Cantoni e i partener sociali devono andare nella stessa direzione e perciò trovare una sintesi comune, allo scopo di favorire il mantenimento nel mercato del lavoro – fino alla pensione - dei lavoratori anziani, e non farli perciò precipitare in uno stato di povertà.