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Le persone che hanno più di 60 anni non dovrebbero più ritrovarsi in assistenza sociale. È quello che ha chiesto Travail.Suisse durante la quinta Conferenza nazionale sui temi legati ai lavoratori anziani. Questo in quanto la loro situazione sul mercato del lavoro, negli ultimi tempi, si è deteriorata e sono quindi necessarie misure concrete in tal senso.
Per l’associazione, vista l’evoluzione demografica, le aziende devono mettere in atto una politica del personale neutrale per quanto riguarda l’età e soprattutto devono sostenere i lavoratori e le lavoratrici nel corso di tutta la loro carriera professionale. Inoltre è necessario che anche la Confederazione e i Cantoni agiscano in questa direzione. 
Il consigliere federale Guy Parmelin è stato ospite per la prima volta della Conferenza citata. Un’occasione costruttiva e aperta allo scambio di opinioni. Detto ciò Travail.Suisse deplora il fatto che finora non siano state prese misure concrete. 
Il nuovo piano d’azione della Confederazione e dei Cantoni «per l’intensificazione del reinserimento e dei servizi di impieghi» degli uffici regionali di collocamento (URC) offerti ai lavoratori anziani, si prospetta favorevole. Promette, infatti, migliori servizi da parte degli URC e favorisce il reinserimento professionale. Grazie all’obbligo di annuncio dei posti vacanti, il piano d’azione potrebbe avere conseguenze importanti. Tuttavia i partner sociali non sono riusciti a trovare un accordo per le rendite transitorie. Rendite assolutamente necessarie vista l’attuale situazione dei lavoratori anziani. 
È comunque positivo il fatto che il Parlamento abbia deciso - nel quadro della riforma sulle prestazioni complementari, e seguendo una rivendicazione della prima Conferenza sui lavoratori anziani - che i disoccupati hanno diritto di ricevere una rendita a partire dai 58 anni di età potendo rimanere nella loro ultima cassa pensioni. 
Adrian Wüthrich, presidente di Travail.Suisse e consigliere nazionale constata: «Le modifiche nel quadro della riforma delle prestazioni complementari provano che la Conferenza nazionale sulle persone anziane può essere all’origine di importanti cambiamenti ed è per questa ragione che sarebbe necessario lanciare una nuova e chiara rivendicazione. Noi abbiamo bisogno di una rendita transitoria: Le persone con più di 60 anni non devono ritrovarsi in assistenza». 
L’incoraggiamento alla formazione e alla formazione continua per Travail.Suisse è una delle principali leve sulle quali agire affinché i lavoratori anziani possano mantenersi sul mercato del lavoro fino alla pensione. Ma occorre che, sul piano federale, il credito per la formazione, la ricerca e l’innovazione 2020-2023, includa la formazione continua. Bisogna pure sostenere i lavoratori durante la loro vita professionale attraverso un orientamento pubblico professionale e legato alla carriera. Inoltre, accanto alle condizioni quadro politiche, è necessario obbligare le aziende a usare il budget dedicato alla formazione continua per gli over 50. E dare così seguito all’obbligo, ancorato nella legge, di favorirla. 
Non si può più accettare che i lavoratori anziani finiscano in assistenza o debbano essere costretti a ritirare il loro capitale di vecchiaia. La Confederazione, i Cantoni e i partener sociali devono andare nella stessa direzione e perciò trovare una sintesi comune, allo scopo di favorire il mantenimento nel mercato del lavoro – fino alla pensione - dei lavoratori anziani, e non farli perciò precipitare in uno stato di povertà.