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I delegati di Travail.Suisse si sono riuniti sabato 14 settembre a Berna per il congresso. Tra i presenti anche una folta delegazione del sindacato OCST, Durante il congresso, che ha luogo ogni 4 anni, sono state definite le posizioni e le rivendicazioni per il prossimo quadriennio. Le posizioni e le rivendicazioni di Travail.Suisse hanno avuto come slogan «cooperare al buon lavoro». Sono state pure votate tre risoluzioni.
 
Proteggere i lavoratori anziani dalla minaccia della povertà
Il numero di disoccupati over 50 e che hanno esaurito il diritto alle indennità è notevolmente aumentato nel difficile periodo post-crisi finanziaria e valutaria. Dal 2011 il numero di beneficiari dell’aiuto sociale ha subito un aumento ben superiore alla media tra i più anziani, arrivando persino a raddoppiare nella fascia di età tra i 56 e i 64 anni. Lo studio di Travail.Suisse «Baromètre conditions de travail» evidenzia in maniera impressionante come i lavoratori in età più avanzata valutino sempre più negativamente la propria competitività sul mercato del lavoro; in caso di perdita di impiego due terzi delle persone tra i 46 e i 65 anni ritengono poco probabile o improbabile trovare un impiego analogo. Occorre perciò:
- Mantenere la competitività dei lavoratori sul mercato mediante una politica efficace di formazione continua e consulenze professionali gratuite.
- Un analisi degli effetti dell’obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti. L’obbligo potrebbe essere uno strumento per reintegrare i lavoratori più anziani. Occorre un’analisi approfondita degli effetti dell’obbligo eventualmente modificando lo strumento per incrementarne l’efficacia.
- È necessario salvaguardare il diritto a una pensione erogata dal sistema delle casse pensioni anche se si beneficia dell’aiuto sociale poco prima dell’età pensionabile prevista. Occorre arginare la prassi adottata da alcuni comuni di attingere dal patrimonio della cassa pensione per il versamento dell’aiuto sociale.
- Occorre limitare l’erosione del patrimonio in caso in cui si benefici dell’aiuto sociale poco prima dell’età pensionabile prevista. È dunque necessario introdurre le rendite transitorie previste dal Consiglio federale.
 
LPP: garantire le rendite – sostenere il compromesso tra le parti sociali
L’aumento dell’aspettativa di vita e i tassi di interesse esigui si traducono nella necessità di riformare la previdenza professionale. Con altri partner sociali Travail.Suisse ha sottoposto al Consiglio federale una proposta di riforma. Nonostante un’aliquota di conversione più bassa, tale proposta consente di mantenere il livello delle rendite, garantire una tutela più efficace ai lavoratori part-time e ridurre il carico sulle spalle dei lavoratori più anziani. Il compromesso tra le parti sociali dimostra che è possibile riformare la previdenza professionale senza conseguenze quali le riduzioni delle rendite o costi insostenibili. È importante che il Parlamento voti il compromesso così che possa essere messo in atto nel 2022. In una fase successiva saranno necessarie ulteriori norme volte a garantire che gli assicurati beneficino completamente delle rendite del capitale di vecchiaia. Tali rendite non devono più produrre un aumento dei ricavi delle compagnie di assicurazione.
 
Uguaglianza salariale: nuovo progetto di Travail.Suisse3 «Projet 8-3.ch»
Quarant’anni dopo averlo sancito nella Costituzione federale il principio «a lavoro uguale, salario uguale» non è ancora stato raggiunto. La revisione della legge sull’uguaglianza dello scorso anno non ha portato soluzioni. Al contrario: il Parlamento ha indebolito il progetto del Consiglio federale in una misura tale che la legge non avrà alcun effetto. È per questo che l’assemblea dei delegati di Travail.Suisse lo scorso aprile ha deciso di creare una lista bianca e una lista nera per le imprese che provvedono o no a un’analisi dell’uguaglianza salariale. «Projet 8-3.ch» è ancora in una fase intermedia ed è stato presentato sabato al congresso.
 
L’OCST fa sentire la voce del Ticino
Come detto sopra la rappresentanza del nostro sindacato era folta (una ventina i delegati presenti). Oltre al segretario cantonale Renato Ricciardi che ha partecipato a un dibattito riguardante la digitalizzazione (vedi foto sopra) ha preso parola anche il vice segretario regionale del Sopraceneri Daniel Xavier che ha voluto ricordare «come anche il Ticino faccia parte della Svizzera. E non stiamo facendo del vittimismo, occorre che nei contratti collettivi nazionali finiscano le eccezioni riguardanti il nostro cantone. Contratti che talvolta non prevedono salari minimi per il Ticino mentre per il resto della Svizzera sì oppure, se li prevedono, sono più bassi rispetto a quelli degli altri cantoni. Da parte nostra riteniamo che ciò non sia più tollerabile».
 
Adrian Wüthrich rieletto presidente
Il Congresso di Travail.Suisse ha rieletto sabato 14 settembre Adrian Wüthrich alla presidenza. Wüthrich era stato eletto nuovo presidente di Travail.Suisse al congresso del 2015. «Sono molto felice che i delegati mi abbiano rinnovato la fiducia per il prossimo quadriennio» ha affermato dopo la rielezione. Wüthrich è membro del Consiglio Nazionale da maggio del 2018 e ha dato voce ai lavoratori. Essendo pure membro della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura (CSEC) può rappresentare Travail.Suisse in ambiti importanti come il congedo paternità.
Il programma votato durante il congresso dai delegati necessiterà di un grande impegno e Wüthrich ne è consapevole «Faremo tutto il necessario per raggiungere il maggior numero possibile di obiettivi».
Il Sindacato OCST si congratula per la brillante rielezione e formula i migliori auguri di buon lavoro per i prossimi impegnativi 4 anni.
 
a cura di G. Donini